Sabato scorso sono andato a Brescia per vedere le meraviglie del mondo Inca esposte al Museo di S. Giulia fino al 27 giugno 2010.
Mi aspettavo qualcosa di più, ma comunque è stato molto interessante.
Non posso metter voce nei contenuti, perché in fondo c’era tutta l’essenza della civiltà Inca delle varie dinastie (Moche, Sicàn…): coppe, portafoglie-di-coca, maschere funerarie, nariguera, collane e copricocigi
Ciò che abbiamo notato di più è stata la volontà degli organizzatori di mantenere un silenzio assoluto nelle sale e nei corridoi, tutti nel semibuio per far risaltare i molti reperti archeologici in oro.
Ognuno aveva la propria audioguida (inclusa nel prezzo del biglietto) e tutti giravano soli nel buio creato negli ambienti.
Nessuna musica di sottofondo, poca luce e artificiale: immaginatevi come giravo nel museo io, pieno com’ero di raffreddore, starnutendo e facendo un po’ fatica ad aprire in tempo il fazzoletto di carta mentre ascoltavo l’audioguida
Nel silenzio si sentiva soltanto il mio “Etciù!!!—————-”
Poi siamo usciti e ci siamo persi nella visione dei quadri postcolombiani del Perù (ce ne erano di divertenti
) e veramente persi nell’enorme esposizione stabile del Museo S. Giulia: i reperti romani sono tanti e molto belli.
Avete tempo fino al 27 giugno, ma vale la pena di fare un giro nel Perù, anche se si trova a Brescia













locandina del film (1998)
Autore Amélie Nothomb
1ª ed. originale 1992
1ª ed. italiana 1997
Genere narrativa
Sottogenere thriller dialogato
Lingua originale francese
Ambientazione l’appartamento del protagonista, 14-18 gennaio 1991
Protagonisti Prétextat Tach
Antagonisti Nina (giornalista)
Altri personaggi Ernest Gravelin (segretario) e altri quattro giornalisti
Il premio Nobel per la letteratura Pretextat Tach, scrittore di 22 romanzi e mezzo, sta per morire.
I giornalisti sono come avvoltoi che volteggiano annusando la sua fine imminente e lo scrittore che è stato estremamente schivo in passato, si trova quasi costretto a rilasciare delle interviste nel tentativo di poter concludere la sua vita con delle testimonianze.
Ci sarà qualcuno in grado di competere con il suo acume e la sua intelligenza? Sembra che non ci sia, nessuna intervista centra l’oscuro obiettivo che Tach si prefiggeva.
Ma alla fine arriva Nina. Sembra sapere tutto del grande segreto e Tach la sfida a dare un senso a tutta la sua vita.
La trama è forse un po’ troppo didascalica, modulare… ma in fondo è sempre un modo di raccontare una storia
La conclusione ha lo stesso difetto: cercando una fine originale Amelie Nothomb ne scrive molti, come tentativi di una ricerca di un finale convincente
Infine vince il contrappasso dantesco
Ben giocato sul piano del linguaggio, purtroppo i personaggi appaiono abbastanza piatti anche se coloriti
In fondo mi è piaciuto, ma non so se vorrò diventare un fan di Amelie Nothomb
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Pubblicato in Aspetto il commento sul libro ;) | Tag:Amelie Nothomb, Hygiène de l'assassin, Igiene dell'assassino, Pretextat Tach