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| La domanda dell’angolo: |
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| Shirley Tample ha girato anche film da adulta? | |
Tags: monete antiche, New York Times, nomi papali, shirley temple
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| La domanda dell’angolo: |
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| Shirley Tample ha girato anche film da adulta? | |
Tags: monete antiche, New York Times, nomi papali, shirley temple
in progress…
scadenza: 15 Maggio 2008, ore 20.00
Produrre un testo focalizzato su un ritratto di persona.
“Caspita. Che bella giornata”, disse improvvisamente lei, allungando leggermente il collo e guardando oltre il parabrezza. Ora sorrideva e tamburellava le dita sul volante. “Non l’avrei mai detto stamattina. Quando siamo partiti era ancora buio, ma all’alba c’erano tante di quelle nuvole in cielo che non promettevano nulla di buono. Invece…”
Girò la testa un secondo, giusto il tempo per capire con la coda dell’occhio che lui era sdraiato sul sedile posteriore, rannicchiato in posizione fetale verso lo schienale.
“Invece tu dormi.” Sbuffò. “Io veramente non capisco. Cosa ti ha stancato così tanto?”
Ripensò al piccolo trasloco. Era avvenuto in piena notte, in tutta fretta. Il suo passeggero aveva fatto gran parte del lavoro. Il ricordo della sua sudata la faceva sorridere.
Una volta caricata l’auto con tutto quello che aveva pensato di poter portare con sé, lui era così stravolto e su di giri che gli fu necessario ingoiare del tranquillante prima di mettersi in auto. Ora lei pensava che forse la dose era stata eccessiva: chissà quando si sarebbe svegliato e sarebbe stato partecipe alla conversazione.
Aveva guidato per almeno quattro ore ad una velocità quasi costante. Era stata attenta a non superare mai i 100, non tanto per le possibili multe ma soprattutto per il surriscaldamento del motore. Si ricordava di quando aveva fuso il motore della sua Y10 a diciotto anni. Non ne capiva nulla di auto, lo ammetteva. Quella volta però aveva preteso troppo dalla sua auto e giurò a se stessa che non sarebbe successo mai più. Ora in mancanza di qualcuno che le mostrasse l’evidenza del contrario, procedeva alla stessa velocità con cui viaggiava con la Y10, controllava costantemente il cruscotto, quell’affare che assomiglia ad un orologio strano che misura la velocità dell’auto. Per il resto delle spie e indicatori aveva un’unica certezza: rosso è un brutto colore. Bisogna abbandonare la nave, se possibile. Mai chiedere aiuto ad estranei incontrati per strada. Non si sa mai che intenzioni malsana possano avere nelle loro teste.
Aveva guidato diligentemente per almeno quattro ore ed adesso aveva veramente bisogno di fumarsi una sigaretta come premio. Vide i segnali stradali che indicavano una piazzola di sosta ad un chilometro. Decide quindi di inserire la freccia a destra, cominciò a premere lievemente il freno scalando le marce. Vedendo la zona delimitata dal tratteggio, vi entrò con l’auto, accostò al guardrail, si fermò e spense il motore estraendo la chiave dalla scatola dello sterzo.
Si tolse la cintura di sicurezza, prese la borsetta da sopra la leva del freno a mano. Aprì cautamente la portiera e ne uscì in fretta. Chiuse l’auto girando la chiave nella serratura. Questo fece scattare la chiusura elettrica di tutte le porte. Si rifugiò immediatamente tra l’auto e la barriera metallica. Il vento provocato dai camion non le avrebbe certo permesso di accendere la sigaretta.
Aprì la borsetta e l’appoggio sul cofano, vi fece cadere le chiavi. Frugò con una mano all’interno. Scostò prima il taser portatile (che chiunque può comprare, ma trasportarlo è italianamente illegale) e poi il cellulare per estrarre il pacchetto. Accovacciata dietro il cofano, fece ruotare l’apertura rigida e scivolare fuori l’accendino e una sigaretta.
Fissò un attimo di troppo le sue mani mentre stringevano i due oggetti: stavano tremando, le sue mani (e come ovvio anche gli oggetti). Non faceva freddo, forse era tesa? Si alzò di scatto e ruotando su se stessa, gettò sigaretta e accendino oltre il guardrail. Caddero poco distanti, sul margine del campo arato che si estendeva davanti ai suoi occhi. Poco distanti e comunque irraggiungibili. “Perché lo aveva fatto?”, pensò poi. “Non bastava la sua fuga notturna a renderla libera?”
Sembrava di no. Proprio di no. Lacrime copiose si riversarono dagli occhi rigandole le guance.
Nel rumore del traffico sentì la suoneria del telefonino. Si girò e vide come la borsetta aperta brillava e si muoveva sul cofano. Fu tentata in un primo momento di farle fare compagnia alla sigaretta e all’accendino. Estrasse invece il cellulare, ma il pianto le aveva appannato la vista. Si asciugò frettolosamente il viso col dorso della mano destra e vide dal display che era suo cugino, quello che abita a ottocento chilometri di distanza e si fa vivo solo quando ha un interesse in atto.
“Cosa vorrà?”, fu il suo primo pensiero. Il secondo: “devo rispondere?”
La banchina dell’autostrada non le avrebbe permesso comunque di parlare. Quindi pensò di rientrare velocemente in auto e lo fece. Con un bel respiro, per avere un tono il più naturale possibile, rispose alla chiamata. “Oh, Gigi.”
“Buon compleanno, cugina”, disse allegramente lui.
“Grazie.”
Lei pensò che “sì, è il mio compleanno”, motivo per cui aveva deciso una fuga in quella data, un anno in più nelle stesse condizioni dell’anno precedente le avevano provocato uno stato di paura e depressione la sera prima, “ma non è questo il vero motivo per cui mi chiami.”
“Cosa fai quest’estate?”, domandò lui.
“C’è un ballottaggio tra Barcellona e Mosca.”, rispose immediatamente lei. Il ballottaggio era nei suoi pensieri fino alla sera prima, in cui meditava un’evasione limitata in una finestra di una settimana di giugno. Poi c’era stato l’incontro con un tipo, ora suo passeggero dormiente, e quattro ore in autostrada con un mezzo non suo stracarico di tutto quello di cui non si poteva separare. Come se un bruco si conservasse una foglia a cui tiene particolarmente nella larva per poi poterla portare con sé anche da farfalla. Il pensiero la fece sorridere.
Ora i piani erano cambiati, Mosca o Barcellona subito. Ma non lo disse.
“Mosca?”
Una piccola pausa. Lei pensò : “Fai finta anche di pensarci, piccolo egoista? Non è per questo che telefoni. Provaci ancora.”
Lui riprese: “Fammi sapere quando hai deciso. Potrebbe essere che mi unisco. Da noi i piani sono ancora in alto mare. Siamo indecisi tra una settimana sul sellino da qualche parte …”
Lei fece uno sforzo per ricordare un catalogo che le era arrivato qualche settimana prima, arancione con foto di persone e bici. “… con quella società, Zeppelin?”, domandò perché non era certa.
“Sì”
“Mi è arrivato il catalogo. Sembra bello.”
“Già. Ma L5 che batte su S1 mi fa desistere.”
Vedendo oltre il parabrezza, vide che aveva lasciato la borsetta sul cofano e il vento la stava facendo lentamente scivolare verso il bordo. “Cosa?”, disse.
“Problemi di schiena.”, ripeté lui. “Nuovi guai per rendere bella la vita.”
“Ah.” Lei pensò, “quando arriva al punto della telefonata?”
“Comunque ti chiamavo anche per un’altra cosa. E tanti auguri ancora…”
Lei pensò: “Ecco ci siamo arrivati”
Lei intuì qualcosa e disse di impulso: “Hai fatto un sogno?”
“Già.”, disse lui.
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| La domanda dell’angolo |
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Di quante puntate è indietro “Beautiful” in Italia rispetto a “Beautiful” in America? |
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Tags: Al Mukha, astronomia, matematica, Moka, Nettuno, voce femminile, Yemen
| La DC Comics ha la Justice League of America, Marvel ha gli Avengers. La JLA era composta principalmente da Batman, Superman, Wonder Woman e ecc…man. Gli Avengers erano formati inizialmente da Hulk, Thor, IronMan e Ant-Man, poi si unirà a loro anche Spiderman e altri …man anche qui.Dato che per i prossimi anni sono pianificati un sacco di film tratti da fumetti di supereroi, o da supereroi dei fumetti, vi voglio preparati. Di IronMan, ad esempio, non ci sbarazzeremo presto. E’ stata proposta almeno una trilogia e probabilmente finirà per diventare una serie infinita come per Spiderman. Il prossimo film tratterà del problema dell’alcolismo di Robert Downey Jr.: dell’attore e del personaggio Detto questo, il film mi è piaciuto.
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| Tony Stark (Robert Downey Jr.) è miliardario, intelligente e brillante. Il mondo è un parco giochi per i suoi capricci esibizionistici. Il suo unico impegno è quello di portare avanti la ditta fondata dal padre, la più grande industria bellica del mondo.
A Tony, che fondamentalmente è un’idealista, manca uno scopo che gli riempia la vita. Essere rapito da dei combattenti afgani e ritrovarsi attaccato ad una batteria per auto per la vita, gli fa trovare le giuste motivazioni per continuare a vivere. Nella grotta in cui è rinchiuso, costruisce un pilota-senza-aereo, una corazza impenetrabile e un arsenale-da-paura allo scopo di fuggire: tutto questo sotto gli occhi dei suoi aguzzini. Straordinario Ritornato a casa vorrebbe mettere dei fiori nei propri cannoni, ma deve rendere conto a molti del suo operato. Invece di portare il CdA in afghanistan per una vacanza soggiorno come la sua, preferisce elaborare un progetto personale allo scopo di difendere tutti i civili che sono in pericolo per via delle armi distruttive prodotte dalla sua azienda. Prova oggi, prova domani, l’armatura è pronta e si può agire. L’esibizionismo di Stark è appagato finalmente e può far sventolare il vessillo di IronMan sul pennone più alto del suo abuso edilizio sulla costa di Malibù |
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| Valutazione: tra umani spietati e senza pudore e macchine che sono programmate così intelligentemente da sembrare che abbiano un’anima, il film è bello quanto Spiderman. Il fondo di realtà in cui è calato lo rende ancora più acuto e penetrante nelle sue critiche e nelle sue battute Probabilmente ciò si perderà quando arriveranno i supervillans di questa serie (Mandarin in testa…) ma per ora godiamocelo così come è uscito. |
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Tags: Gwyneth Paltrow, Iron Man, Jeff Bridges, Marvel comics, Robert Downey Jr.
E’ da un po’ di tempo che non tiravamo fuori lo spoiler globe.
Tiratemi fuori tutto quello che vi viene in mente guardando questa locandina e commentate, gente!

Sembra che la Warner, produttrice dei film della saga della scrittrice J. K. Rowling, abbia deciso di dividere in due l’ultimo capitolo, “e i Doni della Morte”. La regia sarà sempre a cura di David Yates, che quindi arriva a girarne 4 su 8.
Dicono che è dovuto a motivi di contenuti del racconto. Per questo film non possono tagliare col machete le parti più divertenti (ma che sono superflue al plot principale) perché non ce ne sono
Lo devono descrivere tutto! E forse riprendere contenuti persi nei film precedenti.
Da qui il bisogno di più tempo e spazio. Part 1 Novembre 2010, Part 2 Maggio 2011.
Seriamente! Guadagnarci il doppio fa gola a chiunque
Lo so Hermione quanto ci terrai ad andare, ma possiamo aspettare il dvd? Almeno per la prima parte… dobbiamo comunque attendere la seconda.
Ne riparleremo nel 2010. Sarà un problema che il futuro 2g saprà risolvere
| Titolo | Primavera, Estate, Autunno, Inverno… e ancora Primavera | Ferro 3 - La casa vuota |
| Titolo originale | Bom yeoreum gaeul gyeoul geurigo bom | Bin jip |
| Recensione | La vita è fatta di episodi. Il resto è un noioso riempitivo.
Questo film mostra le svolte nella vita di un monaco X. Cresciuto in un eremo da un maestro, da bambino scopre l’orribile realtà della morte e che le nostre azioni hanno sempre delle conseguenze. Chi di noi non ha mai tagliato la coda ad una lucertola, o giocato con le formiche? C’è un limite però tra ostacolare la libertà di una vita e toglierla completamente. Sembra che, come il bambino capisce in seguito, legare una pietra ad alcuni animali sia una crudeltà eccessiva che li conduce alla morte. Da giovane viene travolto dalla passione e dall’amore e fugge dalle proprie responsabilità. Da adulto deve comprendere che la vita non è sempre perfetta ed immutabile e che tutto ciò che è materiale e terreno ci può lasciare inaspettatamente. Lo possiamo vedere come un tradimento se non capiamo questa lezione e l’ossessione del possesso ci può dare alla testa. Il suo ritorno all’eremo è essenziale per poter accettare tutto quello che la vita gli ha riservato, fare pace con se stesso e il mondo, ma soprattutto rimettersi in gioco nel circolo della vita da cui si era tagliato fuori. |
E’ bello usare il giardino del vicino a sua insaputa e il cavallo quando l’occhio del padrone non lo può ingrassare
Questo film parla di un ragazzo senzatetto, o meglio il tetto sotto cui dormire l’ha sempre ma non è mai il suo. Entra in casa altrui, ci vive in loro assenza, usa tutto quello che trova ma non ruba nulla di cui i proprietari possano notare la sparizione. Come un “ferro 3″ tra le mazze da golf: prende solo ciò che agli altri non serve. Ma a un certo punto la sua vita da fantasma si scontra con quelle di altri e ogni contatto provoca danni sempre più gravi (più o meno quanto la signora in giallo a Cabot Cove). Diventa essenziale diventare effettivamente un fantasma, elevarsi ad un più etereo livello di esistenza. Ci riesce! Fine!
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| Domande e risposte | Come si fa a capire che sono film di Kim Ki-duk? Gli attori sono asiatici. Gli attori parlano il minimo sindacale per non essere definito un film muto, se sono protagonisti ancora meno. C’è sempre un riferimento simbolico in ogni scena. Grande spazio a spiritualità e sensualità. Dei due film, quale è meglio? Primavera, Estate, Autunno, Inverno… e ancora Primavera è strutturato fortemente per essere compreso banalmente da tutti, ma è qualcosa di diverso da un film: è come guardare un album di foto, la storia c’è ma è limitata negli episodi. Ferro 3 si avvicina alla mia idea di film, ma non è per tutti. Io preferisco Ferro 3. |
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| Domande senza risposta | Salti chi prova repulsione per argomenti scabrosi e ai < 16 anni.
La domanda è sorta da una osservazione sul film a sinistra (PEAIeaP) fatta al cineforum. Il regista si sofferma su le scene di svolta drammatica anche più a lungo del tempo necessario per il racconto connotativo, in modo quasi morboso. Il pianto del bambino mi stava facendo scatenare un attacco di panico omicida con vittime chi era lì alla visione. Ma poi è finito e non ho ucciso nessuno. Mentre i due ragazzi che trombavano sulle rocce vicino alle cascate, mi chiedevo quando avrebbe glissato sul “caminetto” di turno. Quando l’uomo incide le scritte sul pavimento di legno per allontanare la propria rabbia, mi chiedevo se non era il caso di mettere i sottotitoli in italiano ai pittogrammi coreani. Le scene durano molto.. ma molto a lungo. Da qui la domanda. Per spiegare in un film che due persone (ampio genere, per pura apertura mentale: non sono omofobico, credo, pur limitandomi a considerare due come esseri umani e non animali o non umanoidi, ma anche fosse…) fanno sesso ci sono diversi modi.
Nella totale confusione che questo mi crea, quali parametri precisi si usano per distingue VM18, VM16, VM14 e definire film come porno o erotici o morbosi o sentimentali? |
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Tags: Ferro 3, Kim Ki-duk, La casa vuota, Primavera Estate Autunno Inverno... e ancora Primavera
Non mi dilungherò nel riassumere il Decamerone di Boccaccio. Chi lo conosce non ne ha bisogno, chi non lo conosce non se lo merita.
La classe 4^B dell’ Istituto Canossiano di Arzignano, capitanata dalla maestra Marta, lo scorso 11 aprile ci ha presentato una divertente e leggera riduzione teatrale di tre delle più famose novelle boccacciane: Chichibio e la gru, Calandrino e l’elitròpia e Calandrino e il maiale imbolato.
Com’era?
Preambolo.
La TV moderna ci ha inconsciamente inculcato in testa alcuni dati di fatto: le donne sono sempre giovani e belle, gli uomini sono sempre forti e coraggiosi e i bambini sono sempre maturi e talentuosi.
Niente di più falso!
Chiunque abbia lavorato con dei bambini sa che fanno i capricci, si dimenticano le cose, litigano, urlano, non ascoltano, piangono, mettono il broncio. Insomma: i bambini sono bambini! (Conosco anche adulti che fanno così, ma lo trovo molto meno tollerabile).
Solo tenendo presente tutto questo si può comprendere la mole di lavoro che ha dovuto affrontare la maestra Marta per far recitare, danzare e cantare (in latino! contemporaneamente! tutti assieme!) una trentina di bambini.
Certo, si poteva notare che uno aveva più capacità interpretative, un altro più memoria, un altro ancora più espressività, ma quello che saltava subito agli occhi era la passione e la volontà che ognuno dei piccoli attori riusciva a mettere in ciò che stava facendo. Una passione e una volontà che è stata trasmessa loro tra mille ostacoli dalla loro insegnante (complimenti).
Due scene che meritano di essere ricordate: il balletto dei maschi e la lite tra moglie e marito, con lui che viene portato via scalciante (spassosissima!)
Nota per la regista: non preoccuparti degli errori, il pubblico non se ne accorge mai. Spesso non se ne accorgono neanche gli attori.
Niente repliche?
Ed ecco il cast:
(by vlad)
Tags: decameron
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| La domanda dell’angolo |
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| Quanti esseri umani hanno vissuto sul pianeta Terra durante la storia? | |
Tags: Charlie Chaplin, cornamusa, Jan van Eyck