Fare una critica a questo libro sarebbe inutile: ne esistono già tante.
Per completezza cito dalla quarta di copertina:
un percorso di distruzione dell’io che è insieme una distruzione tecnica del romanzo demiurgico e un provocatorio sfilacciamento della logica tradizionale del racconto
(Ctrl+C)
Ho dovuto rileggere questo pezzo quattro volte per capirlo (accidenti ai critici!).
Ma torniamo al racconto.
Breve riassunto: un giorno la moglie di Vitangelo Moscarda gli fa notare che ha il naso leggermente pendente da un lato. Da qui in poi non succede nulla per circa tre quarti del libro.
Nulla esterno al protagonista, perchè in lui avviene (Ctrl+V)
un percorso di distruzione dell’io che è insieme una distruzione tecnica del romanzo demiurgico e un provocatorio sfilacciamento della logica tradizionale del racconto
Poi, improvvisamente Pirandello si rende conto di non essere laureato in psicologia e riprende la narrazione. Dopo il (Ctrl+V)
percorso di distruzione dell’io che è insieme una distruzione tecnica del romanzo demiurgico e un provocatorio sfilacciamento della logica tradizionale del racconto
in un quarto di libro abbiamo:
- uno sfratto,
- un colpo di scena,
- un convento stile Edgar Allan Poe,
- un colpo di pistola,
- un colpo di fulmine,
- un tentato omicidio e
- un processo.
Per poi finire nuovamente col (Ctrl+V)
percorso di distruzione dell’io che è insieme una distruzione tecnica del romanzo demiurgico e un provocatorio sfilacciamento della logica tradizionale del racconto
Leggetelo se: volete, non se dovete. È un libro che va letto e ragionato.
Mia moglie sorrise e disse:
Credevo ti guardassi da che parte ti pende.[...]
Mi pende? A me? Il naso?
(by vlad)



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penso che l’affermazione necessaria per questo romanzo sia: ragionamento. come sosteneva Vlad, “Uno, nessuno e centomila” è un romanzo che va riflettuto. non è da leggere in un paio d’ore anche se la dimensione è esigua. io l’ho molto apprezzato perchè ha esternato alcuni miei ragionamenti: ognuno di noi è diverso per ogni realtà altra con cui si relaziona… ho fatto diventare questa considerazione l’asse portante della mia tesina delle superiori e della mia seconda tesi. che la condivida?
in ogni caso, penso che la relativa mancanza di trama sia un buon esempio di evasione dalla tradizione che in questo libro Pirandello riesce a sperimentare in linea con il futurismo imperante in quegli anni.
Da: Emily su 4 Febbraio 2008
alle 20:47