| Questo è il primo film della lista che avevo fatto nell’articolo Caro 2008, mi porti al cinema? con il commento “ha una bella locandina e c’é Dennis Quaid”.
Rimane vero anche dopo la visione |
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| Trama travisata per voi.
Un meeting per promuovere la cooperazione all’anti-terrorismo è organizzato in Spagna, precisamente a Salamanca. Il presidente degli Stati Uniti d’America, intervenuto alla festicciola che si tiene in una piazza chiusa come San Marco a Venezia, prende la parola e muore. Il palco esplode e la folla scappa spaventata. Questo viene visto otto volte, fino alla nausea. La prima dici wow, la seconda te lo aspetti. Dalla terza volta in poi ho cominciato a citare i dialoghi tra i personaggi. Piccole varianti in una storia che si rivela ogni volta un po’ più complicata del passaggio precedente, con inganni machiavellici, incomprensioni intelligenti e colpi di scena prevedibili. I terroristi, dopo aver ucciso tanta gente, rovinano i loro piani brillanti perché una bambina spagnola attraversa la strada senza zebre. Fine. |
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| Il film vale la pena per la caratterizzazione dei personaggi: non completa ma accennata e comunque complessa. Ogni figura è in una tonalità diversa di grigio tra bene e male.
Ciò sembra essere più importante della storia tipo del “terrorismo all’americana” e del flusso narrativo elicoidale. E funziona Tranne quelli che alla quarta ripetizione si sono alzati e hanno abbandonato la sala, il resto degli spettatori ha avuto anche un finale buonista e scontato.
O forse più di uno, alcuni dei quali migliori degli altri
Le interpretazioni degli attori sono variegate e nessuna da oscar:
Bel film, comunque! |
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Pubblicato in Abuso di cinema (e me ne vanto) | Tag: William Hurt, Prospettive di un delitto, Vantage point, Matthew Fox, Dennis Quaid, Forest Whitaker, Sigourney Weaver


