Inserito da: 2g | Luglio 25, 2008

La terapia del sorriso a Gotham con più cane

Il cavaliere oscuro non è un remake del primo Batman di Tim Burton, ma più una rilettura del soggetto originale (il fumetto) in chiave quantomai verosimile e cruda. Il passaggio è simile a quello che è avvenuto con la serie di 007: il protagonista non è simpatico all’eccesso (anzi è un po’ stronzo), non è invincibile (il dolore lo lascia a terra per il tempo necessario) e il cattivo della situazione ha qualità inaspettate che ti fanno quasi appoggiare le sue azioni.

La trama in sintesi.

Gotham è all’inizio di una nuova era in cui il crimine organizzato ha paura e i cittadini si fanno giustizia privatamente. L’anarchia! :D

Arriva Batman e manda tutti a casa. Intuisce che il messaggio di lotta è stato travisato e bisogna che qualcuno rispettoso della legge porga fine alle notti violente. Il prescelto è il vice-procuratore Harvey Dent.

La mafia intanto ha così paura che si vede costretta ad assoldate un mercenario, il Joker. Un pazzo squilibrato che pianifica ma non ha piani, è ilare e triste, veniale e disinteressato verso tutto ciò che non è il CAOS.

Evviva il Joker! Non ha regole, non ha un’identità, è un signor nessuno.

Questo lo rende inattaccabile da Batman, abituato a tramare nell’ombra per far uscire allo scoperto il fondo pensione della mafia di Gotham. :D

Inutile dire che Batman vince, ma almeno questa volta il prezzo è altissimo :D

loc

Bruce Wayne: I knew the mob wouldn’t go down without a fight. But this is different. They crossed the line.
Alfred Pennyworth: You crossed the line first, sir. You squeezed them, you hammered them. And in their desperation they turned to a man they didn’t fully understand.

The Joker: Do I look like a guy with a plan??

The Joker: So in a way, I know your friends better than you ever did… Do you want to know which of them are cowards?

Batman: You don’t want to hurt the boy, Harvey.
Two-Face: It’s not about what I want, it’s about what’s fair!

The Joker: [holding a knife inside Gamble's mouth] Wanna know how I got these scars? My father was….a drinker. And a fiend. And one night he goes off crazier than usual. Mommy gets the kitchen knife to defend herself. He doesn’t like that. Not. One. Bit. So, me watching, he takes the knife to her, laughing while he does it. Turns to me and he says “Why so serious?” Comes at me with the knife,”Why so serious?” He sticks the blade in my mouth. “Lets put a smile on that face!” And….. Why so serious?

formula1

Valutazione finale: bello, lungo però! :(

Ho solo una domanda: chi è cinofobico tra regista e sceneggiatori? Sembra che le ferite più gravi a Batman sia sempre colpa loro. :D


Risposte

  1. Ho finalmente visto anche io questo strepitoso film! Scherzi a parte…mi è sembrato interessante per gli amanti del genere “continuiamo a correre per tutto il film”. Le scene erano molto reali e questo è stato bello. Come sosteneva il Re sembra che qualcuno sia cinefobico…
    La frase più bella? (per come la ricordo) “ti sembra che io abbia un piano? io non ho un piano! così tutti vanno nel panico”. è vero…anche nelle catastrofi…se tutto va secondo le previsioni sembra quasi che il tutto sia accettato con tranquillità/omertà.

  2. Non ho capito la seconda foto.. :/

  3. Hikaru! Guarda bene gli sponsor e capirai.. :-)

  4. x Emily: Cinofobico … non cinefobico … un regista cinefobico avrebbe grossi problemi : “Oh no! Un multisala!!! NOOOOO!!!!!”

  5. [...] La terapia del sorriso a Gotham con più cane [...]


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