| Michel Gondry, il regista, viene chiamato anche l’artigiano di Versailles. Basta vedere come riesce a raccontare Be kind rewind per capire il perché. Era già riuscito a stravolgere lo star system con le anomale ma meravigliose interpretazioni di Jim Carrey e Kate Winslet in Se mi lasci ti cancello (io preferisco chiamarlo Eternal Sunshine of the Spotless Mind) e con questo film si è ripetuto. Anzi ha aumentato la quantità di contenuti, amalgamando il tutto comunque con semplicità. Jack Black [Jerry] è forse un po’ troppo trascurato, ma ovviamente è così quando il film non ha un unico protagonista (come accade in School of Rock e Super Nachos). Danny Glover [Signor Fletcher] è in grado di riempire lo schermo con la sua sola presenza e Mia Farrow [Miss Falewicz] è un esempio di naturalezza (anche se non ho compreso appieno la sua parte nella storia). Mos Def [Mike] è un caratterista, ma come co-protagonista funziona bene. Trama travisatissima per voi. Passaic, New Jersey: l’ultimo baluardo contro la modernità. Gli abitanti sono quasi tutti anziani e la tecnologia li spaventa. Quindi resistono i negozi di videonoleggio con le videocassette come quella del Signor Fletcher e gli edifici fatiscenti ma pieni di storia. Non importa che sia puramente inventata quanto quella del balcone di Giulietta a Verona: è comunque storia. Ma i tempi cambiano ovunque e il nuovo avanza: a Passaic è in atto una rivalutazione edilizia che non tiene in nessun conto il passato e quindi nemmeno il palazzo cadente in cui c’è il negozio. Per far fronte ai costi di ristrutturazione, il signor Fletcher pensa di adeguarsi e accettare il compromesso. Lascia il negozio a Mike e parte per un Know-how fai-da-te per vedere come viene gestito un moderno esercizio come il Blockbuster. Prima di partire si premura di lasciare un misterioso messaggio a Mike: “PEEK YRREJ TUO”. Ma i danni sono inevitabili e come una valanga sono sempre più grossi. Jerry cancella tutti i nastri e i due amici decidono che l’unico modo per riparare al danno e rigirare i film da loro. La moda dei film maroccati (sweded in originale) prende piede e poi dilaga fino a New York. Ma non può durare. Arrivano i legali degli Studios è dichiarano illegali le opere di Mike e Jerry. Cosa rimane? Cosa si può raccontare che non sia già stato detto? Beh, rimane la storia di Fats Wallace, fantomatico musicista jazz che ha reso grande Passaic. Perché non raccontarla? Come dice Miss Falewicz: “Il passato ci appartiene e possiamo cambiarlo come ci piace” |
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Inserito da: 2g | 29 Agosto 2008
Il passato ci appartiene, perché non cambiarlo?
Pubblicato in Abuso di cinema (e me ne vanto) | Tag: Be Kind Rewind, Danny Glover, Jack Black, Melonie Diaz, Mia Farrow, Mos Def, Sigourney Weaver
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anch’io ho trovato molto interessante il film. devo dire che i primi venti minuti sono stati un po’ lenti… come moltissimi film “commedia” non si può pretendere che ci sia un ritmo veloce per tutta la storia. mi è picaiuto comunque molto. da quando le scene sono diventate più veloci e si è entrati nel vivo della trama il tutto si è realizzato nel massimo della spassosità e della comicità semplice.
carino. ne valeva la pena!
ciao ciao
Da: Emily su 29 Agosto 2008
alle 16:53
La scena del mimetismo alla centrale elettrica è un capolavoro: per venti minuti ti chiedi perchè Jerry ha la faccia colorata a quel modo … poi capisci!
Da: vlad su 1 Settembre 2008
alle 19:09