| Canto di Natale | |
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Scena finale ![]() Locandina |
Titolo originale: A Christmas Carol
Paese: Stati Uniti d’America Anno: 2009 Durata: 96 min Genere: fantasy, animazione Regia: Robert Zemeckis Soggetto: Charles Dickens Sceneggiatura: Robert Zemeckis Produttore: Robert Zemeckis, Steve Starkey, Jack Rapke Casa di produzione: Walt Disney Pictures Distribuzione (Italia): Walt Disney Pictures Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani:
Fotografia: Robert Presley Montaggio: Jeremiah O’Driscoll Effetti speciali: Michael Lantieri, Robert Calvert, Robert Cole Musiche: Alan Silvestri Scenografia: Doug Chiang |
| Ventiduesima produzione cinematografica del famoso racconto di Charles Dickens: proporrei una maratona di 4 giorni senza dormire La storia la conosciamo tutti: un vecchio spilorcio fa indigestione la vigilia di Natale e ha un triplo incubo carpiato con panciata finale. Sogna il suo defunto collega Jacob Marley che lo avverte che dovrà cambiare modo di vivere, altrimenti saranno guai seri. Per aiutarlo nella conversione, Marley organizza un convegno per Scrooge con tre spiriti: quello dei Natali passati, quello del presente e quello dei futuri. Riuscirà Scrooge a voltare pagina? |
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| Una nuova tecnologia rende tutti i film già girati totalmente nuovi.
Robert Zemeckis si è specializzato nella regia dei film di animazione con uno stile del tutto originale. Per Canto di Natale ha aggiunto la visione 3D la cui moda è scoppiata quest’anno e ci perseguiterà anche nel prossimo Jim Carrey e Gary Oldman fanno troppe voci nella versione originale, non credete anche voi? Ah, ah, ah, e buon Natale |
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Archivio tag: Jim Carrey
| YES MAN è il solito film con Jim Carrey? Certo che sì.
Ma dopotutto i film comici della sua faccia di gomma continuano ad avere un pubblico pari a quello dei cinepanettoni. La differenza è che Jim fa ridere senza parole volgari, ma il livello sta scendendo verso il grottesco (ripenso alle scene con l’anziana dirimpettaia, mi vengono i brividi Il prossimo NON SOLITO film di Jim Carrey (della categoria drammatico-impegnato come The Truman Show, Number 23 e Eternal Sunshine of the Spotless Mind) sarà I love you Phillip Morris. Siete avvertiti |
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| Trama travisata.
Carl (Jim Carrey) si isola sempre di più, rimanendo a guardare i giorni della sua vita che passano inesorabili. Finché non viene costretto a fare un patto solenne con se stesso: dire di sì a tutte le opportunità che gli verranno incontro. I primi passi sono duri, poi ci prende gusto e il rispondere affermativamente gli prende un po’ la mano. Nuovi amici, nuove attività, nuove conoscenze, nuovi amori: il tutto semplicemente dicendo Sì. Incredibile!!! Ma poi Carl dovrà comprendere la differenza tra seguire un’imposizione e scegliere tutto ciò che è giusto provare, un po’ come quando si fa una dieta |
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| Sweet Ballad – Munchausen by Proxy (Feat Von Iva and Zooey Deschanel) OST. Yes Man Got nothing to prove, I’m not your whore Von Iva: Whore whore whore… Like a scab that won’t heal, just another sore Don’t call me passed 11pm, it won’t happen again Whore whore whore |
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Ci sarà un motivo per cui IMDB e Wikipedia non dicono che il film Number 23 è tratto dall’omonimo racconto di Stephen King? Ma neanche un po’. Nemmeno mezza parola.
Se ne potrebbe dedurre, anche dopo inefficace e lunga ricerca nelle varie bibliografie di Steve nella rete, che effettivamente Stephen King ha scoperto “Number 23″ come noi, dai trailer. Che ne è stato spettatore e un po’ vittima. Forse è bastato che qualcuno dicesse che ricordava Stephen King che subito è divenuto suo. Ma CRISTO SANTO! è come se avessero attributo “Sunshine”, il film che ti regala un viaggio se fai loro il piacere di vederlo, a Michael Crichton solo perché parla di roba (fanta)scientifica. Lo sceneggiatore Fernley Phillips (se non è l’ennesimo pseudonimo di Steve) ha fatto un gran lavoro. La frase “cosa succederebbe se…”, fulcro della maggior parte dei libri di Steve, diviene un breve “e se…” che inquieta fin dall’inizio. L’unica grande differenza dal genere kinghiano è nel numero di morti e nelle tesi del racconto, tra le paranoie stiracchiate
e i dialoghi poco originali a volte. Il film è comunque ok! Joel Schumacher è riuscito a tenerti attaccato alla cornetta di un telefono a gettone con Colin Farell. Questo film gli sarà sembrata una bazzecola a confronto |

















