| Invictus – L’invincibile | |
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Morgan Freeman e Matt Damon in una scena del film. ![]() Locandina |
Titolo originale: Invictus Paese: Stati Uniti d’America Anno: 2009 Durata: 133 min Genere: drammatico, biografico Regia: Clint Eastwood Soggetto: John Carlin Sceneggiatura: Anthony Peckham Produttore: Clint Eastwood, Robert Lorenz, Lori McCreary, Mace Neufeld Casa di produzione: Warner Bros. Pictures Distribuzione (Italia): Warner Bros. Pictures Interpreti e personaggi
Fotografia: Tom Stern 4 National Board of Review Awards 2009:
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| Trama travisata.
Nel 1994, Nelson Mandela diventa presidente del Sudafrica e la sua missione è chiara: unificare un paese diviso profondamente dall’apartheid. Ma come si può fare? Semplice! Bisogna che tutta la nazione condivida una stessa passione: il rubgy funziona allo scopo Se poi i Bokke vincessero la coppa del mondo sarebbe tutto perfetto! Il messaggio è chiaro: comprendiamo cosa ci unisce, per tutto il resto si può arrivare sempre ad un ragionevole compromesso |
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| Valutazione finale
Un’altra bellissima pellicola diretta da Clint Eastwood, un buon Matt Damon e un superbo Morgan Freeman. La lunga telecronaca con moviola della finale fa dimenticare allo spettatore che sta vedendo un film e non una partita di rugby Sì, dico proprio a te che hai urlato Arbitro, fischia! o cantavi a squarciagola Olé, olé, olé… Forza Springboks! Viva Chester! |
Springboks! |
Archivio tag: Morgan Freeman
| Il cavaliere oscuro non è un remake del primo Batman di Tim Burton, ma più una rilettura del soggetto originale (il fumetto) in chiave quantomai verosimile e cruda. Il passaggio è simile a quello che è avvenuto con la serie di 007: il protagonista non è simpatico all’eccesso (anzi è un po’ stronzo), non è invincibile (il dolore lo lascia a terra per il tempo necessario) e il cattivo della situazione ha qualità inaspettate che ti fanno quasi appoggiare le sue azioni.
La trama in sintesi. Gotham è all’inizio di una nuova era in cui il crimine organizzato ha paura e i cittadini si fanno giustizia privatamente. L’anarchia! Arriva Batman e manda tutti a casa. Intuisce che il messaggio di lotta è stato travisato e bisogna che qualcuno rispettoso della legge porga fine alle notti violente. Il prescelto è il vice-procuratore Harvey Dent. La mafia intanto ha così paura che si vede costretta ad assoldate un mercenario, il Joker. Un pazzo squilibrato che pianifica ma non ha piani, è ilare e triste, veniale e disinteressato verso tutto ciò che non è il CAOS. Evviva il Joker! Non ha regole, non ha un’identità, è un signor nessuno. Questo lo rende inattaccabile da Batman, abituato a tramare nell’ombra per far uscire allo scoperto il fondo pensione della mafia di Gotham. Inutile dire che Batman vince, ma almeno questa volta il prezzo è altissimo |
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| Valutazione finale: bello, lungo però! Ho solo una domanda: chi è cinofobico tra regista e sceneggiatori? Sembra che le ferite più gravi a Batman sia sempre colpa loro. |
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| Mi ricordo che questa estate eravamo indecisi tra vedere questo film oppure TMNT (le tartarughe ninja) e abbiamo scelto il secondo. Solo ora ho potuto vedere lo scartato, Una impresa da Dio (titolo originale Evan Almighty). Questo film è il seguito di Una settimana da Dio (titolo originale Bruce Almighty). Almeno sono coerenti con i titoli |
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| Rispetto al primo, il cast è rinnovato. L’unica costante è Dio. Steve Carell non fa rimpiangere molto Jim Carrey, ma si nota una focalizzazione registica sulla trama, piuttosto che sull’interpretazione degli attori e approvo in pieno. |
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Per cosa? Finale ambientalista… |
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| Questo film è un manifesto di come le persone possano cambiare il futuro e siano al contempo mutate dagli eventi e dalle difficoltà che incontrano nella propria vita. In GENerale, Ilarità 6, Complessità 1, Azione 4: un’ottima formula |


















