Cos'era la GigiMobile per molti di noi?
Non era soltanto una Peugeot 205 Look nera che comprai cinque anni orsono da una accanita fumatrice che nei dieci anni in suo possesso disseminò centinaia di sigarette slim in posti dove la umana ragione non avrebbe potuto arrivare.
Non era soltanto un'auto che ha voluto tatuare la sua carrozzeria con la pioggia acida e la calce viva.
Non era soltanto un veicolo che, quando si frenava ad una curva, escludeva magicamente le luci delle frecce.

Questo la rendeva un mezzo mai noioso, sapeva essere simpatico, brillante, allegro, determinato, coraggioso, soprannaturale.

La GigiMobile è stata un esempio di eccezionalità anche nella malattia. Quando ha saputo di che si trattava, la frizione, quale ne era il decorso, non ha smesso di vivere.

Ha voluto comunque fare un ultimo viaggio di 800 chilometri, senza perdere una goccia d'olio. Si batteva, e noi tutti con lei, perché dovessero essere tentate tutte le strade. Non ha smesso quindi di lottare, mai. Ha continuato a lavorare con l’impegno di sempre fino all’ultimo giorno, anche se gli sforzi erano diventati insormontabili, fornendo un grande esempio di dignità e di coraggio a chiunque l'abbia voluto conoscere ed apprendere.

Domenica, ha scelto volontariamente di affrontare l'ultima avventura: la rottamazione. Ma prima ci ha confidato: "Mandatemi allo sfasciacarrozze, ma col minimo della benzina" E noi abbiamo tentato di compiere le sue ultime volontà, aspirando la benzina dal serbatoio. Prima a fiato, senza successo. Dopo con l'aspirapolvere, ma ancor prima che la benzina risalisse la canna infilata nel serbatoio, i vapori avevano già provocato una istantanea fiammata dal motore dell'aspirapolvere, che poteva portar con sé l'intero serbatoio della GigiMobile.

L'altro ieri è stata rottamata.

Riposa in pace, te lo meriti… e perdonaci se non ti lasciamo andare senza dolore.

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