Avrete notato che ho cambiato il titolo degli articoli. Indicare la giornata come limite temporale del racconto mi sembra perfetto: mi permette di concentrarmi su un singolo giorno e mi restituisce una misura dei post che un lettore distratto possa anche soffermarsi a leggere…
Sciocchezze psicologiche 😀

Quello che segue avviene tra le 7 e le 24 del 10 Agosto 2007…

Avevo preannunciato che non avrei dormito sapendo che qualcuno aveva puntato una sveglia alle 7 e mezza. Così è stato. Alle 7 e mezza ero voglioso di scendere dal letto, imbragarmi e scendere per fare colazione.

La colazione era servita dalle 8 (i giorni successivi si sono adattati alle mie esigenze e ci si poteva servire anche alle 6 e mezza). Alle 8 e mezza Giulia, la receptionist dell’ostello (d’ora in poi PataPata), accendeva d’abitudine lo stereo della Lounge Room e si metteva a ballare tra le sedie, i puffi-sofà e gli ebbri-dormienti lì dalla sera prima. Worderful! :O

Una volta che la nostra comitiva (Io, Pêssego, Giulia, Paolo e Gianluca) è attiva (Gianluca ti risponde a grugniti per la prima ora…) siamo scesi in strada. La Rua Augusta di giorno è molto meglio, è più larga, con meno turisti, meno ambulanti e meno spacciatori.

augusta pcacomercio

A volte meno è meglio 😀

La Rua Augusta è il viale che dal porto sul Tago (Teijo) e Praça do Comercio conduce fino alla piazza chiamata Rossio. A Rossio il giorno prima c’era la versione portoghese della festa dell’Unità, Gianluca vi si è ritrovato in mezzo suo malgrado. Dopo aver rivisto piazze e strade limitrofe alla luce del sole, rifaccio il “7 colinas” (carta prepagata, con RFID all’interno, per girare legalmente con i mezzi pubblici della capitale) perché perdo qualsiasi pezzo di carta, più vale più è probabile l’evento. Venerdì devo andare a prendere un pezzo di carta che dice sono Dottore in Informatica, qualcuno vuole farmi da scorta? 😀

Prendiamo il minibus per andare fino al Castelo de São Jorge. Siamo così nel quartiere di Alfama. Dalle mura del castello si può vedere il resto del quartiere, quello di Baixa (dove si trova l’ostello, letteralmente “bassopiano” o “ribasso” con nostra grande confusione iniziale nel leggere sulle vetrine dei negozi “Ultima Baixa 50%”) e in lontananza la torre di Belem e il monumento alle scoperte.

Se siete all’Alfama vi consigliamo di provare ogni locale tipico, inbucato in ogni viuzza. Noi ne abbiamo provato uno e siamo rimasti contentissimi.

Poi abbiamo perso tantissimo tempo alla ricerca della “chiesa del miraggio”, il cui vero nome è “Santa Engracia”, che è il pantheon dei regnanti e delle personalità portoghesi. Non riuscendo proprio a trovarla, siamo scesi verso il “Se”, la cattedrale di Lisbona.

L’electrico 28 ci ha scorrazzato per tutto il pomeriggio.

Per sera ci siamo fermati in un bar per mega-saldes (panini com queijo [formaggio], altri com presunto [prosciutto], altri con altro companatico), accompagnato cerveja per me, altri coca-cola e di sicuro Pêssego aveva la sua lattina di Ice Tea Pêssego 😀

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