Da un po’ non pubblicavo un post al solo scopo di raccontare del quotidiano.

Lo scorso fine settimana è stato abbastanza movimentato da richiederne una affermazione nel blog. Inizio col sabato…

Lisa Cisco e Feder-ico Nardi Zoccante si sono sposati a Montebello Vicentino sabato scorso. Bella cerimonia, quasi quanto un papiro di laurea 😀

Io ero convinto che la celebrazione iniziasse alle 10 (invece era alle 11 ed ero sul posto dalle 9 e 30 😦 ) .

Antonio ci voleva portare tutti a Bosco di Nanto, amena locazione sui monti berici, convinto fosselì il matrimonio.

E’ stato difficile svegliarsi il sabato mattina (soprattutto per vlad).

Durante la cerimonia attimi di panico quando la bambina-paggio è fuggita per la navata con le fedi.

Noi intanto giocavamo a sarabanda con le canzoni di accompagnamento, Dorothy abbinava gonne e maglie portate da invitate diverse e ogni tanto scappava qualche battuta sarcastica. Come ho detto lì: “Stiamo facendo a gara a chi fa ribollire prima l’acquasanta?”. Sembra però che la chiesa sia l’unico luogo in cui vlad lascia fuori la sua verve. Non era molto in partita o stava ancora dormendo? 😀

Una volta usciti dalla chiesa gli sposini sono stati travolti da 4 chili di riso arborio. Pioveva, quindi niente foto artistiche ma solo quelle necessarie di gruppo. Dopodiché Feder-ico ha caricato Lisa su una cariola e sono partiti verso il ristorante.

Ok, e noi? 😀

Siamo andati a mangiare alla Malga DeLuca-Buffolo. 😀

Antipasto di patatine, un ottimo ragù con le pappardelle preparate da Laura e di secondo affettati e formaggi. Dopo pranzo c’é chi ha scelto la visità degli ambienti e chi ha tentato il suicidio per noia guardando Match Point.

Provate anche voi la Malga DeLuca-Buffolo 😀

Durante il pranzo sono scaturiti dal vocabolario di Dorothy alcuni termini coloriti. Uno di questi è “coesso“.

(dal vocabolario di Dorothy)

Lemma coesso

agg. m. s.

Si dice di alimento che perde la sua proprietà tattile e al palato perché divenuto umido-morbido-gommoso.

Casi riscontrati in natura d’intrinseca coessità: pane, patatine fritte industriali in busta.

Dorothy affermava che dalle parti di Brescia il concetto è espresso col termine “asciutto“. Ho detto ai presenti che quando che avrei dai miei genitori un termine per “coesso” in un differente dialetto. La conversazione è stata più o meno così.

Io: Padre, sapete voi cosa voglia significare coesso per generi alimentari, come il pane?

Padre: No, adorattissimo figliuolo. Ammettiamo la nostra lacuna. Ma orsù, spiegate!

Io: Il volgarissimo pane che il popolo assume, pare, per sostentamento, prima che arrivi sera, diventi spugnoso, gommoso, ottenendo il qualificativo di “coesso“, appunto.

Padre: Oh, sì. Mi parve di vederlo una volta, di lontano, durante un safari oltre i limiti estremi dei nostri possedimenti. Terre selveggie ed empie, quelle. Voi eravate troppo piccolo per averne delle rimembranze. Immaginavo fosse una forma primitiva di sfera utilizzata nello squash o nel nobilissimo tennis e…

Vi! Prego! Fermatemi! Mi! Sta! Prendendo! La! Mano! Basta!

In poche parole, mio padre ha detto che, dalle sue parti, il pane non diventa mai coesso. Avete mai visto una pagnotta di grano duro diventare coessa? No! Dopo una settimana è ancora ottimo per fare bruschette 😀

Comunque riprendiamo la trama originaria.

Dopo il pranzo e il pomeriggio passati assieme, Laura e il marito, Antonio, vlad, Dorothy, Anna e rispettivi ragazzi, Antonio, vlad e io siamo andati al rinfresco serale del matrimonio.

Per far ballare la gente mi dovuto mettere a piangere 😦

Mi stavo annoiando, cosa che permetto solo sul luogo di lavoro se non trovo di meglio da fare. Volevo divertimi, dimenarmi. Dorothy sosterra che ero ubriaco o peggio ormonato. Diffidate 😀

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