Seduto in sala mi facevo molte domande tra cui:

  • La gente è conscia che è un musical?. Ovviamente, no. Un tipo, quando è partita la Intro con l’organo, ha detto qualcosa tipo “cos’é ‘sto casino…”. Immaginatevi il suo stupore quando uno del personaggi inizia a cantare 😀
  • Perché non avevo in lista Sweeny Todd tra i film da vedere? Come ho detto a Paolo, “forse non l’avevo compreso…” 😀
todd
Sweeny Todd. Nato come film nel 1936 e diventato un musical nel 1979, è un soggetto di leggende metropolinate britanniche del 19-esimo secolo basate sulla fobia da barbiere: il grado di fiducia che riponiamo nel prossimo, che tutti noi stiamo perdendo.

Tim Burton ripropone il musical di Stephen Sondheim in chiave cinematografica. Poco spazio per i dialoghi, molto per parti cantate e musiche originali. Buona interpretazione degli attori. La storia è bella di per sé, un po’ truculenta ma pregna di significato. 😀

La storia travisata che piace a voi: più o meno quella del Conte di Montecristo, ma senza le stesse possibilità finanziarie da parte del protagonista 😀

Benjamin Barker (Johnny Depp) è un barbiere di Londra, con una moglie e una figlia bellissime. L’invidia per la loro felicità familiare spinge una persona autorevole, il giudice Turpin (Alan Rickman, il Severus Piton dei film di Harry Potter), a montare delle accuse infondate contro Barker, a rinchiuderlo e a circuire sua moglie (fine ultimo della macchinazione).

Molto tempo dopo Barker torna a Londra nei panni logori di Sweeny Todd, invecchiato per tempo e fatica e arso dentro da un sentimento di vendetta. Torna nella sua bottega in Fleet Street. Dalla proprietaria viene a scoprire che la moglie è impazzita e si è avvelenata. La figlia è invece prigioniera del giudice Turpin e dello stesso amore morboso che provava per la moglie di Barker.

Ora il problema più grande di Todd è come convincere Turpin a farsi tagliare la gola e liberare così tutta la sua rabbia che lo sta portando alla pazzia. Non è facile e ci sono più imprevisti di quelli che uno si immagini.

Uno tra tutti è come liberarsi dei corpi. Sotterrandoli o buttandoli nel Tamigi? Che spreco!!! 😀

La signora Lovett (Helena Bonham Carter, la Bellatrix Lestrange dei film di Harry Potter), la proprietaria della bottega e dell’emporio dei pasticci di carne in cui lavora, ha un’idea per incrementare la qualità dei sui prodotti. Lo scarto di Barker diviene prezioso per lei, anzi lo convince a selezionare la clientela 😀

Perdono un po’ lo scopo iniziale, si fanno prendere la mano dalla loro passione per il lavoro. La signora Lovett, avanti con le idee come direbbe Emily, scambia la loro joint-venture per amore e pensa già ad una vita matrimoniale con Todd.

Per fortuna che c’è la vendetta di Todd a tenere il protagonista con i piedi per terra e a farci arrivare ad un finale 😀

Vari colpi di scena e un uso dei potenti mezzi cinematografici di Tim Burton rendono questo film degno di essere visto anche se si è visto il musical o il film del 1936 😀 La scena del picnic per me è superlativa 😀

Sweeney Todd: [holding up one of his razors] At last! My arm is complete again!

Beggar Woman: [singing, to Sweeney] ‘ey, don’t I know you, mister?

Sweeney Todd: [sung] They all deserve to die/Tell you why, Mrs. Lovett, tell you why/Because in all of the whole human race Mrs. Lovett there are two kinds of men and only two/There’s the one staying put in his proper place and one with his foot in the other one’s face/Look at me, Mrs Lovett! Look at you!/ No, we all deserve to die/ Even you, Mrs Lovett, even I!

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