Dopo Confessioni di una mente pericolosa e Good night, good luck, George Clooney ritorna come attore-regista in questo film: In amore niente regole.

Mi domando sempre più spesso se i titoli italiani siano semplicemente sbagliati o cerchino di ingannare il pubblico. Il titolo originale è Leatherheads, letteralmente teste-di-cuoio, che si riferisce ai caschetti in pelle portati dai giocatori in locandina.

Ma visto che il pubblico italiano del football degli anni ’20 negli States non sa cosa farsene e ancora più probabilmente non si sarebbero filato il film, i produttori hanno cambiato titolo e locandina.

Di amore ce n’é poco, di regole anche troppe 😀

Ma almeno non è noioso come Ogni maledetta domenica 😀 Penso sia l’unico film con cui ho dormito in sala. 😀

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Ed ora la trama travisata che vi piace tanto.

Tre personaggi si scontrano nel film:

  • Jimmy ‘Dodge’ Connelly (George Clooney)
  • Lixie Littleton (Renée Zellweger)
  • Carter Rutherford (John Krasinski)

Ognuno di loro è nel ruolo sbagliato.

  • Dodge è un attempato giocatore di football professionistico, ma sarebbe più indicato se lasciasse lo spazio ai giovani e si dedicasse al giornalismo sportivo.
  • Lixie è una giornalista trentenne zitella del Tribune che tenta di scalare la catena di comando del suo giornale. Invece di inseguire un possibile scandalo, dovrebbe pensare a comprarsi degli occhiali spessi per la miopia. Metà del film lo passa a strizzare gli occhi. 😀
  • Carter è un fortunato eroe di guerra con un piccolo segreto che tutti nel film conoscono e viene tirato di forza nel football professionistico anche se lui avesse voluto diventare un avvocato mediocre piuttosto di un diavolo di giocatore.

La trama generale è che al mondo ci impongono delle regole: o giochi accettandole o non giochi. Ma che gusto c’é a giocare se non si infrange qualche regola? 😛

Valutazione finale: un film che mischia filmico con profilmico. Racconta una storia ambientata nel primo dopoguerra usando un linguaggio cinematografico, regia e montaggio, dell’epoca.

Esempi sono le scazzottate: si sa la motivazione che la fa iniziare, stacca, episodi a graffa della lotta, stacca, si trova un motivo per smettere, stacca, tutti stanno bevendo e cantando ubriachi.

Dialoghi serrati e ostinatamente brillanti, tipici degli anni ’20, sono intervallati da sketch comici rapidissimi e assurdi.

Perfetta equazione! Parla come mangi = Gira il film come cosa vedi 😀

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