Archive for 21 maggio 2008


Stamattina sono uscito di casa con l’asciugamano intorno al collo (perché non avevo più mani disponibili) e mi stava venendo la bizzarra idea di fare l’autostop. Chissà dove sarei stato a quest’ora.

Chi capisce lo humor britannico riderà, gli altri mi prenderanno per pazzo. 😀

Molti di voi si sono domandati chi decide gli avatar su questo blog.

Dal mese di Maggio, la piattaforma wordpress.com che ci ospita permette di impostare un avatar di default automatico per personalizzare tutti coloro che commentino i post.

Al gestore del blog è permesso scegliere la categoria di gravatar da utilizzare in mancanza di uno specificato dal commentatore.

I gruppi sono:

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Io ho scelto i Wavatar (o uauacosi) … mi sembravano abbastanza chiari e personificanti 😀

Se non vi piace il Wavatar che vi è capitato, potete sempre decidere di creare un gravatar vostro su http://www.gravatar.com

Ciao e buona lettura 😀

(da neologismo della settimana – Garzanti Linguistica)

lemma cabarettaro

Definizione [ca-ba-ret-tà-ro] agg. [f. -a; pl.m. -i, f. -e]

  • di, da cabaret: spettacolo in stile cabarettaro
  • n.m. [f. -a; pl.m. -i, f. -e] chi fa cabaret (per lo più in senso spregiativo).

(dal Grande Dizionario Garzanti 2008 )
Lemma turlupinatore
Sillabazione/Fonetica [tur-lu-pi-na-tó-re]
Definizione s. m. [f. -trice] chi turlupina, chi si fa malignamente gioco di qualcuno.

Lemma turlupinare
Sillabazione/Fonetica [tur-lu-pi-nà-re]
Etimologia Dal fr. turlupiner, deriv. di Turlupin, soprannome dell’attore comico fr. Henri Le Grand (m. 1634)
Definizione v. tr. raggirare, ingannare qualcuno carpendone la buona fede: fu vergognosamente turlupinato.

in progress…

scadenza: 22 Maggio 2008, ore 20.00

Dare una conclusione alternativa al racconto Farfalle di Ian McEwan, contenuto nella raccolta First Love, Last Rites (1975)

Di seguito il riassunto estratto da Wikipedia

[…]

Butterflies again sails close to the wind of obscenity, being told through the eyes of a young, sexually frustrated teenage boy who is not remarkable in any positive way. On one of his walks into his town’s decaying underbelly, he meets a young girl and walks with her. On arrival at a deserted dry canal, he demands that she touch his penis, and after this sordid encounter, drowns her. Perhaps most harrowing is the way the protagonist describes the murder, “My mind was clear, my body was relaxed and I was thinking of nothing… I … eased her quietly into the canal.” Again morality is completely detached and the reader is made to squirm at the lack of remorse or even feeling shown.

[…]