La Mummia: la tomba dell’imperatore dragone è un film che mal si sposa con i due precedenti. Ci sarebbero stati parecchi modi per rendere meglio amalgamato il terzo capitolo: tenere regista, sceneggiatori e protagonista femminile avrebbe aiutato 😀
Trama travisata.

La famiglia O’Connell si annoia. Rick e Eve giocano a fare i nobili. Il piccolo Alex è cresciuto fisicamente ed è regredito mentalmente. Lo zio Jonathan gestisce l’Imothep, un club privato, in Cina. C’è chi si trova degli hobby per svagarsi, loro risvegliano mummie. La classica trama per cui i protagonisti si ritrovano nei casini, sempre più nei casini, toccano il fondo, si innamorano e poi risolvono tutto a quindici minuti dalla fine.

Locandina

Locandina

Chiedere a Rob Cohen (regista di indiscussi non-capolavori come XxX e Stealth: Arma suprema) di dirigere il terzo (e speriamo sia l’ultimo) capitolo della Mummia è stato un errore.
Mancano gli elementi che hanno reso grande le avventure degli O’Connell: spaventi moderati e tanto macabro divertimento.

Mancano Rachel Weisz (Eve) e Arnold Vosloo (Imothep). Tanto valeva togliere anche Brendan Fraser e Jonathan Hanna e fare un film totalmente nuovo. Personalmente avrei gestito a mio vantaggio la lacuna di non poter avere il cast originale, riscrivendo la storia dei primi due capitoli e facendo un terzo capitolo un po’ più “realistico”, come è avvenuto per Batman e 007. 😀

Giulia ha introdotto una novità per coinvolgere i lettori e agevolare il commento libero, scrivendo il ricordo di un momento preciso della vostra personale visione del film.
IL MIO TOP MOMENTO: al bar ho chiesto un caffè prima del film. Mi hanno detto che avevano solo decaffeinato. La mia risposta è stata: “Allora prendo una bottiglietta d’acqua” 😀
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