L’idea di potersi refrigerare piaceva a tutti. Le guide ci avevano detto che i madrileni arrivavano alla sorgente del fiume Manzanares per trovare refrigerio e che il posto era frequentato da ciclisti ed escursionisti. Era tutto vero ma…

Parco del Manzanares

Parco del Manzanares

Alla mattina ci siamo svegliati, abbiamo fatto colazione e siamo partiti verso il parco regionale del Manzanares. Alcuni (Nina e Pamela) ci sono arrivati col van, gli altri tutti in bici. Con poca fatica, siamo arrivati all’entrata. Lì ci siamo fermati, chi per prendere dépliant, chi per visitare i bagni. Poi ci siamo rimessi in sella ed è iniziata la salita. Sembrava non finisse mai, ma la cosa che mi faceva più fastidio era che le guide non dicevano mai quanto mancasse o che frazione del percorso avessimo già coperto.

Comunque, il gruppo si è frantumato: in salita non si può pretendere che ci si aspetti a vicenda. Ci  si vede in cima 😀 Chi arriva prima si riposa di più.

Siamo rimasti il tempo per una birra e per mettere i piedi a mollo. Alcuni hanno preso un po’ di sole, altri sono riusciti a bagnarsi dentro qualche pozzanghera o dove il torrente era un po’ più profondo.

Poi siamo ripartiti, 3 in van (Domenico si è aggiunto perché caduto rovinosamente in salita). Ci siamo ritrovati al ristorante. Io ero desideroso di un’insalata (i giorni precedenti non abbiamo fatto altro che mangiare carne). Il ristoratore ci ha minacciato tutti dicendo di mettere molto olio.

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Manzanares el Real Castello (mura)

“Ma io lo mangerei anche senza…” stavo per rispondere. Però ho visto la mannaia che il tipo portava con sé e mi sono adeguato. 😛 Survival of the fittest!

Inoltre, ci siamo accorti che il livello di preparazione dei camerieri, in generale, è molto basso. Erano più i piatti che cadevano che quelli che arrivavano sani e salvi al tavolo 😛

Poi abbiamo fatto un giro per la cittadina e una visita al castello. Quest’ultimo era bello, ma falso quanto il balcone di Giulietta 😦

Siamo tornati verso l’albergo. Ci siamo rinfrescati, abbiamo cenato e siamo andati a vedere gli spettacoli che proponevano in paese a Soto per la sagra. Il primo era con un ballerino-cantante popolar-tradizionale: non ricordo il nome, ma solo che abbiamo fatto nostra l’espressione Muchissima chuleria 😀

Muchissima chuleria!

Muchissima chuleria!

L’altro era uno cabaret comico di un duo chiamato Paco y Borromeo. Per capire lo stile: Paco sta a Mauro Repetto, come il duo sta agli 883. Ce ne siamo andati urlando “Paco, Paco, siamo del Paco Fan Club!” 😀

Paco y Borromeo

Paco y Borromeo

La stanchezza non ci permetteva di reggere oltre. Siamo andati a dormire. Che sonno!

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