Non sono abituato a leggere romanzi storici: un po’ perché di solito riducono la trama principale ad un esile legame tra eventi documentati, ma per lo più perché ultimamente ho concentrato i pochi momenti di lettura per stare al passo con le uscite di Jeffery Deaver e almeno terminare la serie di sette libri della Torre Nera di Stephen King.

Al compleanno Dorothy mi ha regalato “La cattedrale del mare” e subito dopo essere tornato a casa, l’ho messo in testa ai libri della categoria “prossima lettura”. Finiti i due romanzi che stavo leggendo, ho iniziato il libro di Falcones.

Grazie a Dorothy per il gradito e consumato regalo 😛

la cattedrale del mare

copertina

Potete trovare trama e critica analitica in Wikipedia. Io vi scrivo, come son solito, la mia versione, molto soggettiva e spesso emotiva.

Faccio difficoltà a concepire un libro singolo che segua la vita di un uomo. Ognuno può scrivere ciò che vuole e come vuole, certo, ma non è un’idea sprecata malamente risolvere 60 anni in 600 pagine?

La beata ignoranza di cosa intendesse Falcones parlarmi nel suo libro e con quale ritmo, mi ha lasciato meravigliato più di una volta con delle accelerazioni, delle ellissi ed estraniamenti dagli accadimenti del protagonista.

La storia inizia con Bernat Estanyol che, servo della gleba, si deve sposare con Francesca. Il nobile tiranno è un po’ invidioso della loro felicità e quindi obbliga Bernat a consumare il matrimonio immediatamente. Il rapporto tra i novelli sposi si rompe, ma comunque nasce Arnau. Francesca viene chiamata al castello per fare la balia e lascia col piccolo la casa del marito.

Parlerà di come Bernat riuscirà a riconquistare l’affetto della moglie, mi sono detto.

Assolutamente no. 😛 Perché Bernat viene a sapere che la moglie trascura Arnau ed è diventata il passatempo della soldatesca. Quindi Bernat decide di rapire il piccolo e fuggire a Barcellona. Lì c’è la sorella Guiamona che vive col marito Grau, ricco vasaio. Loro li nascondono nel laboratorio artigiano perché sono servi fuggiaschi e devono attendere un anno per essere considerati liberi cittadini di Barcellona.

Parlerà di cosa ha fatto Bernat in un anno da rifugiato nell’ombra?, mi sono chiesto.

Giustamente no. 😀 Ho voltato pagina e l’anno era passato. Grau ha fatto di tutto perché Bernat non si facesse notare in città e alla fine dell’anno è riuscito a fare avere a Bernat e figlio la cittadinanza senza troppi clamori. Ma in fondo rimanevano ex-fuggiaschi e Grau non sopporta bene il segreto della loro presenza prima in casa sua e poi in città. La situazione si aggrava quando un figlio di Grau muore di raffreddore e Arnau viene incolpato perché causa dell’accaduto. Inoltre poco tempo dopo muore anche la sorella di Bernat e quindi la minima protezione che Guiamona forniva svanisce con lei. Grau, che aspira alla nobiltà, sposa una ragazza col blasone ma non i soldi e lascia l’attività di vasaio, da cui ricavava tutti i suoi soldi, perché i nobili non si possono sporcare con le arti commerciali. Bernat e Arnau cureranno i cavalli e la stalla acquistati da Grau assieme al palazzo. La nuova signora è un’arpia che vede in malo modo Bernat e Arnau e farà di tutto per cacciare i due intrusi.

Parlerà allora di come Bernat (protagonista) e Arnau (personaggio secondario) sopportano il tutto e di come riescono a vivere in Barcellona?

Ovviamente no. 😛 Perché c’è la carestia a causa delle varie guerre dei nobili, il grano non arriva a Barcellona, la gente si incazza e Bernat si ritrova ad incitare la folla perché rubino i viveri ai prigionieri della città e ai nobili. Alla fine Bernat viene riconosciuto come fomentatore e messo alla gogna. Arnau, che non può sopportare di vedere il padre deriso pubblicamente, calata la notte gli dà fuoco.

Il mio racconto potrebbe spoilerarvi tutto il libro, ma non era quello l’obiettivo. 😀

Volevo solo dimostrarvi come fosse un libro pieno di svolte secche ed imprevedibili.

La cattedrale del mare è un libro adatto per un viaggio in treno, io l’ho finito così 😀

E’ scorrevole e piacevole. I personaggi sono ben delineati, anche sono abituato ad una maggiore profondità psicologica nella caratterizzazione che in questo libro è quasi totalmente assente. Poco Show don’t tell e poche introspezioni, molta narrazione degli accadimenti rendono la lettura rapida ed immediata. Non ci sono intrighi o suspance, ma alpiù delle fugaci sorprese che rendo gradevole la storia raccontata.

Leggendo La cattedrale del mare mi è venuta voglia di andare a Barcellona

(possibile) :O

del 1300

(con una macchina del tempo) 😀

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