Quantum of solace è il 22esimo film di 007, il secondo con Daniel Craig protagonista. Rispetto agli altri episodi, gli ultimi hanno tutto l’aspetto di voler essere una trilogia nella maturazione di James Bond e quindi non sono pienamente conclusivi.

Quantum of solace prende il nome da un racconto breve di Ian Fleming, tradotto in italiano col titolo di Quanto di sicurezza. Le somiglianze si fermano qui: la trama è totalmente inedita ed è un sequel del precedente film Casino Royale.

Il regista è Mark Forster (già noto per il Cacciatore di aquiloni) e il secondo è Dan Bradley (se avete notato alcune somiglianze tra i combattimenti di Jason Bourne e quelli di questo 007, è colpa sua 😀 )

Forse noterete o avrete notato la scelta registica d’istillare nel film una sovrabbondanza di sintagmi paralleli (cioé quando due o più scene si alternano per dare un senso di contemporaneità). In Quantum of Solace vengono usati sia per seguire più personaggi (nell’incendio), che come contrappunto tra realtà di segretezza e la nostra normalità (durante il palio di siena e la Tosca). Non è solo un film di pugni e sprangate, per fortuna 😀

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Trama travisata.

James Bond nel precedente film ha preso un po’ male il tradimento e il suicidio di Vesper (in ordine di importanza), ma pur di non ammetterlo con se stesso continua il suo lavoro di agente segreto con molta solerzia. Se c’è da menare, lui picchia il doppio. Se si vogliono informazioni da un reticente, è il primo a proporsi come torturatore. Se c’è da trombare… avete capito.
Ma nulla gli dà il sollievo sperato.
Quanti morti dovranno passare davanti a Bond, quanti inseguimenti, combattimenti, esplosioni, marchette e sintagmi paralleli servono per ottenere un quantum of solace?
Un ottimo cinema-di-menare, come direbbe il critico Ernest del Montecastagna (personaggio di 610, trasmissione di RadioDue)
Nonostante tutto, questi film di 007 sono i più complessi psicologicamente: gli altri non erano di legno, ma Daniel Craig non fa certo la parte della marionetta 😀 , quindi onore al merito.

M: I want you back.
James Bond: I never left.

Mr. White: [after his associates have fled the opera house] I guess Tosca isn’t for everyone.

James Bond: [while spying on Greene and his crew having a meeting] Can I offer an opinion?
[they all listen on their ear-pieces]
James Bond: I really think you people should find a better place to meet.

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