Il 7 Agosto facemmo colazione e preparammo le valigie per il loro trasporto a Madrid.

La sera precedente c’era stata una discussione accesa. Anna (che riesce a mantenere un dialogo da sola) aveva fatto notare che il percorso per arrivare in cima alla Pedriza del Manzanares non era medio-facile e non capiva perché se in un primo tempo Miraflores de la Sierra era stato escluso dal percorso del 6 perché comportava un percorso difficile, venisse ripescato per quello del 7. Inoltre, sosteneva che, se si voleva fare gruppo ci si doveva aspettare, fare tappe più brevi per aspettare i più lenti. Invece chi ha potuto, ha tirato per arrivare in cima il prima possibile (e chiamali scemi 😀 )

Erika ha incassato (le sarà andata la cena di traverso) ed era un po’ agitata.

Il pensiero mio generale è stato: “Chi se ne frega! Sono in vacanza“.

Paolo avrà pensato:

De do do do, de da da da
Is all I want to say to you
De do do do, de da da da
Their innocence will pull me through
De do do do, de da da da
Is all I want to say to you
De do do do, de da da da
They’re meaningless and all that’s true

Suppongo che in realtà abbiano voluto testare le nostre capacità di salita. Una volta compiuta la salita continua ed inesorabile del giorno prima, ogni nuovo percorso sarebbe sembrato sicuramente più facile 😀

Comunque per il 7 il piano definitivo fu:

  • andare a Miraflores de la Sierra
  • visitare il piccolo centro
  • tornare verso Soto
  • mangiare un panino
  • pedalare fino a Colmenar
  • prendere il treno per tornare a Madrid

Visualizzazione ingrandita della mappa

Il tragitto verso Miraflores è stato tutto un girarsi a vedere quanta distanza c’era tra noi e la coda. Al primo pianoro ci si apettava e quando passava Anna le urlavamo: “Vai, vai! E non fermarti mai!

Però ad un certo punto dovevamo prendere una deviazione sulla strada principale ed Anna era andata invece dritta. Si è fatta un po’ più di strada 😛

Prima fermata: la Gruta de la nuestra senora de begona. Ci siamo incontrati con Domenico, Nina e Pamela che hanno viaggiato sul van di Mario. Chi ha voluto ha acceso una candela e comprato rosari,  portafoto e accendini. Abbiamo fatto una prima merenda a base di ciliegie e poi siamo ripartiti.

Arrivati al centro di Miraflores, abbiamo incatenato le bici, messo Mario a fare la guardia e poi ci siamo dati al turismo: teste verso l’alto a guardare i palazzi, teste verso il basso per non inciampare su prodotti artigianali tipici 😀

Paolo aveva di nuovo fame e quindi gli ho fatto compagnia mentre acquistava due empanadilla.

Quindi siamo tornati a Soto. All’albergo abbiamo ordinato qualche bocadillo. Quando tutti erano pronti, siamo ripartiti verso Colmenar Viejo.

A metà strada Antonello propone, visto che era presto rispetto ai piani, di tornare a Madrid in bici. Dopo una serie di insulti e alcune buone spiegazioni per cui non conveniva la sua idea (il sole che batteva dannatamente forte e la pericosità di entrare in città in bici), siamo andati come prestabilito alla stazione dei treni.

Visto che era presto, una volta a Madrid io e Paolo ci siamo diretti verso il museo ThyssenBornemisza. La collezione stabile era in chiusura, ma quelle temporanee erano più brevi da vedere e rimanevano aperture più a lungo. Quindi siamo entrati in quella dedicata a Mirò.

Molte cose ci hanno fatto pensare e generato un’inevitabile ilarità:

  • Come si può passare dal dipingere paesaggi a quadri totalmente astratti nel giro di un anno?
  • Quanti quadri ci sono di “donna, uccello e stella” ?
  • Il titolo dell’opera viene deciso prima, dopo o durante la creazione?
  • Da chi viene deciso?
  • Il titolo ha sempre attinenza con l’opera? (Perché io allora non ho capito dove sia l’uccello dal piumaggio rosso che preannuncia l’arrivo della donna dalla bellezza abbagliante)

😀

Finita la visita, siamo tornati all’hotel dove ci siamo predisposti per andare a mangiare con il gruppo. Giuliana ci ha portato in un posto, consigliato dalla guida (e, dopo la cena, anche da noi 😀 ).

Unico piatto: PAELLA con varianti di carne, pesce e nero di seppia.

Visto che eravamo lì per provare, le abbiamo ordinate tutte. Sono arrivati tre padelloni enormi e numerose caraffe di sangria. La migliore, a giudizio di tutti, è risultata quella con la carne.

La scena che non dimenticherò mai è Paolo che avverte Domenico che la sangria è abbastanza alcolica e la risposta di Domenico è stata più o meno:

Giusto“.

Posa il bicchiere in tavola. Poi dice:  “Tu rimani fermo lì“, ridarguendo il bicchiere.

😀

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