Oggi mi sono preso un giorno per la donazione del sangue. Essendo un po’ spossato e data l’uggiosa giornata che scorgo dalla mia finestra, mi sono visto due film. Il primo è del 2006 ed è ambientato nella Germania dell’immediato dopoguerra. L’altro è del 1968 ed è il film di fantascienza per antonomasia.

Mi sono accorto della loro doppia antiteticità mentre ho finito la loro visione. 😛

Intrigo a Berlino (il titolo originale è The good German) è un film storico fatto col linguaggio del cinema del tempo. Ovviamente è più curato, la fotografia è perfetta, ma Soderberg ha diretto il film in modo ineccepibile.

I primi piani sono significativi, come quelli del passato, e giocano molto con il chiaroscuro per aumentare il mistero e lasciare allo spettatore di avere una opinione sui personaggi e una previsione sui possibili finali. Il cast è variegato (Clooney, Blanchett, Maguire,…) e la trama ti lascia col dubbio fino ai titoli di coda.

Trama travisata.

Jake (George Clooney) è un giornalista americano che torna a Berlino una volta completata l’occupazione. Lì si ritrova immerso nei misteri politici che russi e americani non fanno che alimentare con paure, intimidazioni e omicidi. Perché il suo autista Tully (Tobey Maguire) è morto? Cosa è successo a Lena Brandt durante la guerra per cambiarla così radicalmente? Il marito di Lena è vivo? Perché è così importante e per chi?

Ma soprattutto: chi decide cosa è bene, cosa è male e come pagare i propri peccati e debiti col passato?

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Trama travisata.

David, Frank, Hal e tre scienziati criogeneticamente addormentati sono in missione per raggiungere Giove.

Hal è permaloso e non sa ammettere che anche lui può sbagliare.

David e Frank ledono i sentimenti di Hal, gli sparlano alle spalle e dato che Hal è il computer che governa la nave spaziale metterà l’equipaggio in pericolo.

😛

Questo è l’episodio principale di 2001: Odissea nello spazio.

Immagini poetiche e musiche di atmosfera, luci accecanti e minuti di inquietante buio sono i segni distintivi dei film di Stanley Kubrick.

Come ha retto due ore e mezza di film il publico dell’epoca? 😛

Io Kubrick proprio non lo capisco… soprattutto il finale. Inquietante! 😀

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