SOLO 2 ORE

(Un film che ti aspetti, un personaggio che non ti aspetti)

La trama di Solo 2 ore è piuttosto banale, trita e ritrita: vai dal punto A al punto B senza farti ammazzare passando per C. Il classico film d’azione alla Bruce Willis, del genere “prima sparo e poi faccio le domande”.

In realtà un paio di esplosioni qui e là ci sarebbero state bene, ma si vede che il budget era ridotto. Buona l’idea di ambientare il tutto in mezzo all’affollata metropoli (credo New York), anche se per tutto il film non si capisce come fa a non scapparci il morto tra i passanti. In un film del genere la cosa più ovvia è l’attore protagonista: Bruce Willis (vuoi far ridere? Jim Carrey! Vuoi far ridere un po’ meno e ragionare di più? Robin Williams! Non vuoi far ridere per niente? Bruce Willis!). Ma ecco il colpo di scena. Bruce ‘superfico di Bel Air’ Willis non è il classico poliziotto tutto muscoli, pistola e parolacce, ma un vecchio ispettore claudicante con un orrendo paio di baffetti. Geniale!

Menzione speciale al coprotagonista Mos Def. Logorroico in maniera perfettamente naturale.

Bella la scena dell’autobus che corre impazzito travolgendo tutto, direi che è originale, ma Sandra Bullock avrebbe da ridire.

Solo 2 ore

Solo 2 ore

Eva contro Eva

Eva contro Eva

EVA CONTRO EVA

(…e quindi li facevano così i film, una volta)

La trama di questa pellicola sarebbe decisamente noiosa, se non ci si concentrasse sul fatto che risale agli anni ’50. La stella dello spettacolo che non vuole mollare l’osso, l’attricetta che farebbe di tutto per il successo, il giornalista che se ne approfitta: all’incirca la trama di una puntata di “Verissimo”. In cinquant’anni si sono aggiunte le stragi familiari che fanno sempre odience, ma per il resto non ci siamo mossi di molto. Ma se lo si guarda con gli occhi di uno spettatore della vecchia America, con l’idea che se una donna sembra buona, allora lo è per forza, il film non è niente male. Lo spettatore moderno invece può notare come i film di un tempo fossero ancora fortemente influenzati dal teatro (guarda caso la grande diva è un’attrice teatrale, non cinematografica). Nella scena iniziale del camerino i personaggi entrano ed escono nella stanza, come gli attori entrano ed escono dalle quinte. In molti dialoghi, uno dei personaggi dà le spalle all’altro, in modo da essere rivolto alla camera. Fino al capolavoro: quattro attori seduti ad un tavolo tutti dallo stesso lato (se no dove la metto la telecamera?).

Gli uomini sono uomini (del genere “Donna, baciami qui ed ora!”) e le donne sono donne (del genere “Finalmente mi sposo, così posso lasciare la mia brillante carriera per realizzarmi come casalinga!”)

Stupenda Anne Baxter che passa da innocente agnellino a velenosa viperetta solo cambiando sguardo e sollevando un angolo della bocca.

Zodiac

Zodiac

ZODIAC

(Cosa ho fatto di male per meritarmi questo?)

Cosa spinge un regista a girare due ore e mezza di film noioso come spulciare un cane con i guantoni da box? Per tutto il film un grumo di eterogenei protagonisti, del genere poliziotti, giornalisti e un vignettista (!!!) danno la caccia a un serial killer e quando finalmente lo scovano… TA-DHA! Colpo di scena: è morto e quindi chissenefrega! Sono sicuro che a molti ‘sto film è piaciuto, ma a me ha fatto venire un gran sonno.

Nota positiva è Robert Downey jr.: come fa l’ubriacone drogato lui non lo fa nessuno.

Per il resto, l’indagine è così intricata da perdersi per strada tutti i poliziotti, i giornalisti e gli spettatori. Resta solo il vignettista che evidentemente compensa così l’assenza di una vita sociale.

Alcune scelte registiche mi hanno lasciato profodamente perplesso. La prima lettera del killer al giornale viene seguita persino sul carrello della posta, nei corridoi della redazione. Idea carina, ma senza capo ne coda visto che l’unica cosa che conta è dove la lettera arriva, non dove è stata.

Alcune scene (come gli omicidi) sono riprese da notevole distanza e alcuni personaggi non sono inquadrati in volto (vedi i bamini testimoni). Se c’è un motivo per tali scelte, perché sono relegate all’inizio del film, mentre per il resto del tempo la telecamera fa riprese classiche?

QUANDO LA MOGLIE È IN VACANZA

(Le vacanze di Pippo)

Marilyn è sempre Marilyn! Per fortuna e purtroppo! È splendida, innocentemente sensuale, affascinante. Temo solo che sia così in tutti i film che ha fatto (è identica nel cammeo in “Eva contro Eva”), ma forse mi sbaglio. Peccato che la stella bionda oscuri il vero protagonista Tom Ewell. Bravissimo sia nei monologhi che nei duetti con Marilyn. Nevrastenico, paranoico e sempre esilarante. Il film è uno splendido classico degli anni ’50 in cui una semplice trama basata sul marito solo in Agosto viene gonfiata e montata a meraviglia grazie alla mente del protagonista. Tutto il film, ma soprattutto il finto documentario all’inizio, mi hanno ricordato i classici cartoni della Disney “Le avventure di Pippo”. Col senno di poi ho capito che sono quei cartoni ad essersi ispirati a questo film.

Mi resta un solo dubbio irrisolto: il titolo originale è “The seven year itch”. Che significa?

Quando la moglie è in vacanza

Quando la moglie è in vacanza

SLEVIN PATTO CRIMINALE

(Soldi ben spesi)

Il genere di film per cui avrei speso volentieri i soldi del biglietto. Divertente, avvincente, fluido. Godibilissimo dall’inizio alla fine.

Potere di Hollywood: Bruce Willis sembra il protagonista assoluto di un film in cui svolge un ruolo marginale (quanto a presenza, ma fondamentale a livello di trama).

Il vero protagonista è Josh Hartnett che si rivela bravo e convincente nella parte (chi sa quanto si è incazzato vedendo le locandine in cui appare sullo sfondo!). Dovrebbe imparare che è più bravo che bello. Allora sarebbe veramente grande (Leonardo Di Caprio insegna). Purtroppo non resiste alla tentazione di atteggiarsi un po’ da figo… peccato.

Stupenda Lucy ‘Venere tascabile orientale’ Liu. Se una vicina così bussasse alla porta per chiedermi dello zucchero, cappotterei per lo sbalzo ormonale!

È uno di quei film che non passerà alla storia del cinema, perché non dona nulla di nuovo a questa arte, ma in confronto a tante schifezze che vengono premiate preferisco “Slevin”.

Nota finale: è un film da pop corn. Indubbiamente.

Slevin

Slevin

Sfida infernale

Sfida infernale

SFIDA INFERNALE

(Semplicemente: un capolavoro)

Probabilmente il miglior film che abbia mai visto! Forse il miglior film che sia mai stato girato.

Ora capisco perché ad un certo punto hanno smesso di fare western: non si poteva reggere al confronto!

Scordatevi il pistolero duro, dal cuore di ghiaccio, scordatevi Clint Eastwood, scordatevi gli infiniti scontri a fuoco. In questo film ci si diverte e ci si commuove.

Henry Fonda è eccezionale. Uno sceriffo che sembra costantemente essere finito nel posto sbagliato al momento sbagliato. Un clown timido e impacciato, ma anche orgoglioso e gentile.

Scene memorabili:

Il ballo all’aperto, in cui il “duro” si squaglia.

Lo sceriffo che gioca a fare l’equilibrista sulla sedia.

Il tormentone del profumo (solo vedendo la scena si può capire la stupenda comicità).

L’addio tra il pistolero e la maestrina. Vedendo i contenuti speciali ho appreso che il casto bacio sulla guancia è stato aggiunto per accontentare il pubblico che non coglieva la sottile tensione in quel saluto (come al solito gli americani non capiscono niente dell’amore!).

Unica pecca: ma chi ha deciso che uno dei personaggi principali si chiamasse Chihuahua?!?

Il titolo originale americano(“My darling Clementine”) è molto più adatto di “Sfida infernale”.

Domanda: sul retro della confezione del DVD c’è l’immagine di Clementine alla tomba del fratello del protagonista. Ma quando avviene?

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