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Le prime battute del film sono un campione dell’intero.

La voce narratrice (tecnicamente: narratore extra-etero) è onnipresente e onnisciente. Da ritmo alla storia, eclissa sui pezzi altrimenti noiosi, introduce i personaggi, è sardonico e e sprezzante nei propri commnenti.

Penelope Cruz, Scarlett Johansson e Rebecca Hall sono capaci di interpretare la loro parte quasi con orgoglio e autenticità 😛

Un buon film di Woody Allen 😀

Trama travisata.

Vicky è una bigotta che fin da bambina ha pianificato la sua vita. Cristina è una trottola inpazzita, insoddisfatta e incapace di rallegrarsi di quel che ha e alla continua estenuante ricerca di modi nuovi per essere inutile e inservibile al mondo che la circonda.

Che hanno in comune?

Vicky sta terminando un master inutile in identità catalana e propone a Cristina di passare le vacanze insieme a Barcelona per due mesi. Lei accetta.

Posti nuovi e gente interessante riempiono di emozioni le due turiste. Conoscono un pittore catalano che con i suoi modi amalianti riesce prima a far dimenticare a Vicky tutti i piani fatti, compreso il matrimonio imminente,

che magie fanno una chitarra acustica e un po’ di vino…

e coinvolge poi Cristina in una relazione appassionante.

Juan Antonio è reduce da una rottura violenta con la ex Maria Elena e non fa che parlare di lei come dell’amore romantico per eccellenza: distruttivo e incompleto 😛

Al ritorno di Maria Elena nella gravitazione del pittore, loro scoprono che Cristina funziona da catalizzatore della loro coppia, rendendo il trio armonioso, artisticamente produttivo e soddisfatto della loro simbiosi.

Purtroppo Cristina è una trottola insoddisfatta e non resiste ad essere felice. Scioglie il legame e parte verso un’altra avventura. 😀

Vicky ora si trova da sola a decidere quale direzione deve prendere la propria vita: seguire il piano anche se non la emozionerà come correre il rischio di vivere la sua vita al fianco dell’artista catalano che le ha stravolto tutto. Maria Elena le spara per rabbia ferendola di striscio e non c’è modo migliore per farla decidere 😛

[first lines]

Narrator: Vicky and Cristina decided to spend the summer in Barcelona. Vicky was completing her master’s in Catalan Identity, which she had become interested in through her great affection for the architecture of Gaudí. Cristina, who spent the last six months writing, directing, and acting in a 12-minute film which she then hated, had just broken up with yet another boyfriend and longed for a change of scenery. Everything fell into place when a distant relative of Vicky’s family who lived in Barcelona offered to put both girls up for July and August. The two best friends had been close since college and shared the same tastes and opinions on most matters, yet when it came to the subject of love, it would be hard to find two more dissimilar viewpoints. Vicky had no tolerance for pain and no lust for combat. She was grounded and realistic. Her requirements in a man were seriousness and stability. She had become engaged to Doug because he was decent and successful and understood the beauty of commitment.

Vicky: [while talking on her cellphone to Doug] Yeah, I miss you, too.

Narrator: Cristina, on the other hand, expected something very different out of love. She had reluctantly accepted suffering as an inevitable component of deep passion, and was resigned to putting her feelings at risk. If you asked her what it was she was gambling her emotions on to win, she would not have been able to say. She knew what she didn’t want, however, and that was exactly what Vicky valued above all else.

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