Il curioso caso di Benjamin Button è l’adattamento cinematografico dell’omonimo racconto breve di Francis Scott Fitzgerald pubblicato negli States nel 1921 all’interno della sua seconda raccolta Tales of the Jazz Age.

La regia è di David Fincher che ha già diretto Seven e Fight Club (film che hanno reso Brad Pitt popolare), The Game (bel film con Sean Penn e Michael Douglas, guardatelo!) e purtroppo anche Panic Room e Zodiac (due film che si guardano per penitenza o masochismo).

Suppongo che la sorte dei film di Fincher sia molto legata alla qualità della sceneggiatura: Eric Roth (sceneggiatore anche di Forrest Gump e Munich) e Robin Swicord (già di Memorie di una geisha, Amore e incantesimi e Matilda sei mitica) non sono gli ultimi venuti e il film trae gran vantaggio da ciò. Le parti comiche sono in linea con i lavori di Roth, la storia d’amore tormentata è chiaramente di Swicord. 😛

Purtroppo i generi sono poco armonici tra loro, alcuni sketch comici sono carini ma pesci fuor d’acqua nei momenti in cui sono inseriti (come il tormentone del vecchio colpito da fulmini in sette occasioni differenti) e alcuni momenti di riflessione sono lasciati alla gramigna (la riconciliazione col padre, le infermiere indaffarate e soprattutto l’orologio che gira al contrario).

Il tutto assomiglia ad un minestrone in cui si è voluto raccogliere il racconto di Fitzgerald, far rivivere il disastro provocato dall’uragano Katrina su New Orleans, ridere con un po’ di comicità alla Forest Gump e filosofeggiare con un po’ di predestinazione alla Amelie Pouline. Troppo per un solo film 😛

scena

Trama travisata.

Il c.c. di B.B. è la storia di Daisy, una madre (Cate Blanchett) che prende per i fondelli la figlia Caroline (Julia Ormond) anche sul letto di morte. Le dice di leggere una specie di testimonianza di un tizio che racconta la storia della sua bizzarra vita. Quando Caroline capisce che quello che ha tra le mani è il diario del padre, Daisy le fa una pernacchia e muore. 😛

Che scherzo! 😀

Thomas Button (Jason Flemyng) torna a casa giusto in tempo per trovare la moglie agonizzante nel letto. Lei ha appena partorito, ma qualcosa è andato storto. Fa promettere al marito che avrebbe allevato il bambino, poi muore.

Il padre guarda il bambino e in un nanosecondo prende la decisione di portare il neonato ad ammirare il Mississippi da vicino, da molto vicino. Una guardia di ronda stabilisce che il fiume è uno spettacolo VM14 e insegue Thomas per redarguirlo. Il padre corre spaventato col fagotto tra le braccia e si nasconde tra i vicoli di New Orleans. Stanco della corsa, lascia il bambino sui gradini di una casa e va a vedere se la guardia lo insegue ancora.

Torna e trova una giovane coppia che ha già adottato il bambino come proprio: gli ha dato un nome Benjamin e l’ha fatto visitare da un dottore, che afferma che ha poche ore di vita (sia da vivere che vissute). Thomas non può fare altro che tornarsene a casa a piangere la moglie morta attendendo il decesso del figlio.

Il piccolo Ben (Brad Pitt, più o meno) però è duro a morire e anzi, da rugoso e bavoso shar pei che sembrava, diventa sempre più giovane e forte. Dal suo punto di vista, tutto ciò è piuttosto normale e naturale. Come i bambini impara a camminare, è curioso di scoprire il mondo che lo circonda, di giocare e divertirsi. Conosce Daisy che è il suo amore predestinato (quello che sembra inevitabile quanto la morte e le tasse 😛 ), impara a leggere e a dare un valore al denaro che ottiene lavorando come mozzo.

La storia potrebbe finire bene, ma perché dovrebbe? Ben e Daisy vivono due vite differenti e riescono a stare assieme il tempo giusto per essere felici e concepire la figlia Caroline.

Finale drammatico, poetico, superfluo e orribile la cui morale dice più o meno che “Non importa che tu sia un crotalo o un pavone. L’importante è che, se muori, mi avverti prima” 😀

Benjamin Button: Along the way you bump into people who make a dent on your life. Some people get struck by lightning. Some are born to sit by a river. Some have an ear for music. Some are artists. Some swim the English Channel. Some know buttons. Some know Shakespeare. Some are mothers. And some people can dance.

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