Ore 6. Non riesco a dormire. Non è colpa del letto, il materasso è nuovo. Non è colpa del caldo, abbiamo uno split del climatizzatore in camera. Non è colpa del compagno di stanza, Paolo dorme silenzioso e immobile nel proprio letto. Piuttosto io, a furia di girarmi e agitarmi potrei svegliare lui.

Quindi sperimentiamo la cucina e prepariamo la colazione 😀

La moka questa volta l’ho portata con me (non come in Irlanda: “errare è umano…”), il caffè l’ha comprato Matteo in Italia. Per il resto abbiamo fatto la spesa la sera prima: per quanto riguarda la colazione abbiamo fette biscottate e biscotti, marmellata e zucchero, succo di frutta, latte e yogurt.

Nel mentre che la moka si riempia, imbandisco la tavola sulla terrazza.

Quando Matteo si sveglia sono le 9, sorseggio la seconda moka di caffè sulla chaise longe leggendo il primo di due libri che ho portato in viaggio.

Piccola divagazione…

Il vangelo secondo Gesù Cristo è un’opera dello scrittore Jose Saramago che, da ateo, tratta la vita di Gesù di Nazareth da un punto di vista puramente razionale e umano colmando con finzione letteraria, ma verosimile, alcuni episodi e aspetti che gli evangelisti non hanno documentato.

Ne parlo ora perché nel 1991, quando è stato pubblicato il libro, nessuno si è sognato minimamente di assaltare ambasciate portoghesi, uccidere persone incolpevoli di ciò che secondo alcuni è un’offesa.

Quella che sta succedendo in questi giorni io la definisco IGNORANZA, da tutte le parti.

Definire quello che ha scatenato l’ira del mondo islamico un film è un offesa alla settima arte! E’ come definire la maglietta di Calderoli, ve la ricordate, un manifesto politico. Fare tante morti per un filmato amatoriale di 4 dementi è illogico. Certe cose si possono ignorare: se hai le tue convinzioni, la tua fede è forte, cosa importa quello che pensano altri.

Comprendi le differenze, analizza le ragioni altrui, migliora te stesso.

Fine divagazione.

Decido di scendere in spiaggia e aspettare lì l’arrivo della ciurma.

Apro la porta dell’appartamento, scendo due piani e trovo chiusa la porta della casa.

Risalgo i due piani di scale, prendo le chiavi, saluto Matteo, scendo due piani di scale, apro la porta e mi dico che se porto le chiavi con me, non potranno chiudere l’appartamento.

Quindi risali i due piani di scale, lascia le chiavi, risaluta Matteo, scendi su piani di scale e sono fuori in strada.

In orari giornalieri la strada litorale di Podstrana è un viavai di auto, moto e furgoni. Di notte ci sono sporadiche gare di velocità. Comunque attraversare quella strada è sempre abbastanza difficile. Una volta superato si scende verso la proprietà dei nonni di Mario con ampio pergolato che abbiamo utilizzato come rimessa della C4. Al di là del pergolato e della casa c’è un giardino con una doccia che abbiamo utilizzato. Aperto un cancelletto ti ritrovi in spiaggia. Il fatto di essere sceso per primo mi ha dato modo di scegliere il miglior posto dove stendere il telomare: da quel momento quel posto è stato “il mio posto” 😀

Lungo la nostra spiaggia ci sono ristoranti, tra cui il Da Mario, e bar in cui servono gelati e bibite. Io penso di non essermi mai allontanato dall’ordinare un caffè espresso, ma gli altri hanno sperimentato anche i cocktail 😀

Al pomeriggio, verso  sera siamo andati a vedere Spalato.

Piazza della Repubblica e il palazzo di Diocleziano sono stupendi e la passeggiata del lungoporto è larga e illuminata.

Molti si stupiscono della connotazione commerciale che i palazzi storici hanno assunto negli anni, ma dopotutto se nell’antichità quelli ambienti erano occupati da vinai, fabbri e negozianti in genere perché ora si dovrebbero preservare in modo differente dall’antico uso, anche se occupati da H&M e Mc Donald’s? 😛

Ben presto ci siamo resi conto di alcune cose:

  1. che Podstrana è una isola felice senza italiani, almeno nei giorni in cui eravamo lì
  2. che l’italiano medio in vacanza all’estero si deve far sempre riconoscere… “Come si dice ‘ciao’ in Croato” “ciao” “Mai dai, che storia!”, e ci hanno anche creduto 😦
  3. che l’altezza delle croate è vertiginosa, che l’altezza delle gambe delle croate è più che vertiginosa, che vanno di moda gli short in Croazia. Che dio benedica la moda 😛
  4. che il croato medio ha due spesse sopracciglia ed è robusto con la pancia. Siamo stati testimoni di intesi colloqui tra loro tamburellando ritmicamente sul floscio addome 😀
  5. che ci sono donne alle pompe di benzina, donne allo scarico merci, donne allo sturamento dei pozzi neri. Ma che lavori fanno gli uomini in Croazia?

Osservazioni che portano domande che portano a loro volta a ipotesi e plausibili spiegazioni 😀

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