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Dopo tre anni di attesa, Jerry Bruckheimer e la Disney hanno ammainato le vele piratesche e sono tornati a raccontare le avventure di Nicolas Cage nei panni di Benjamin Gates.
Urrà!!!

Adoro Il mistero dei templari: è uno dei pochi film in cui Cage sembra a suo agio nella parte. Il mistero delle pagine perdute è un degno seguito.

Come accennato dal titolo, questo film è irreale: non credo che George W. Bush si possa rapire con tanta facilità, che si possa entrare nella stanza privata della regina Elisabetta II e nella Stanza Ovale. Un giorno mi farò arrestare nel tentativo di parlare a quattrocchi con Napolitano, solo per provare che è irrealizzabile 😦

Cosa allora si può salvare di questo secondo episodio di tre ? (sì, lo trilogizzano! Ma rispetto ad altre trilogie la trama del secondo capitolo ha una conclusione, notevole direi)

Rimane un discreto impianto scenografico, ottimi effetti speciali e un superlativo entusiasmo nell’avventura e nella scoperta che traspare in tutta la pellicola.

I dettagli storico-culturali saranno stati curati all’inverosimile, meno alcune scelte di montaggio e delle luci (possibile che abbiano tenuto una ripresa con la telecamera schizzata d’acqua? Mancanza di fondi o scadenze ristrette? 😦 )

Alla fine la storia d’avventura c’é, movimentata e romantica. A volte si perde il senso logico di causa-effetto e di come scoprire un tesoro possa salvare dall’ignominia una persona, ma non per tutti questo è importante suppongo 😀

Giuro che mi è piaciuto. Non so immaginare come sarebbe venuto l’articolo se il film mi avesse fatto schifo. 😀

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Valutazione finale: noleggiate il DVD con gli extended.Con un home theater avrete anche l’effetto cinema.

Con dei bambini piagnucolosi attorno avete l’opportunità di vederlo nelle stesse condizioni in cui lo visto io in sala. 😀

Titoli vagliati:

  • Il mistero delle scrivanie gemelle
  • Templari: fatto. Precolombiani: fatto. Chi deprediamo nel terzo? Gli alieni?
  • Avevano buoni motivi per tenere una lista di chi partecipò al complotto per assassinare Lincoln
  • Sic semper tyrannis!
L’ho voluto, l’ho cercato, ho pressato gli amici per andarlo a vedere e quindi dovrei dire che mi è piaciuto? Mi è piaciuto!
In effetti è vero, sono soddisfatto.Paolo invece dice di aver dormito, ma non era un film da biologo. Se avesse parlato di un parco a tema su roba biologica, tipo dinosauri, si sarebbe entusiasmato. Ma penso che abbiano esaurito il genere (o forse no… c’è in studio JP4 per il 2008) 😀
But away, la grafica ha fatto un altro passo da gigante: non si vede più la differenza tra realtà e finzione.
La trama è piena: le scene assumono una metrica molto regolare, un po’ noiosa e ripetitiva se non ci si appassiona al film.

  1. Scena di violenza/massacro: i desepticon ci vanno giù di brutto
  2. Siparietto comico: se avessero preso un comico o uno scrittore per comici sarebbe stato un po’ + pungente, – puerile, + originale
  3. Scena pragmatica: a volte politici che parlano, a volte robot che parlano. Vi ho già detto di quanto odio la morale nei film?
  4. Riparte dal punto 1

Il gruppo di The Island (Michael Bay regista, Kurtzman e Orci sceneggiatori[anche di Alias e del prossimo film di Star Trek]) si ritrovano a fare un nuovo film con:

  • l’esperienza finanziaria ed esecutiva di Steven Spielberg
  • attori non protagonisti reclutati da film e serie televisive di tutti i generi (2Fast2Forious, Prison Break, Las Vegas, Ocean’s 1{1..3,Lost room})
  • Jon Voight (con cui l’umanità ha un debito infinito, ma non come attore…)
  • due splendide ragazze come Megan Fox e Rachael Taylor (della serie “La vuoi mora o bionda? Le abbiamo entrambe!“)
  • Shia LaBeouf: già visto come non-protagonista in Charlies’Angels 2, I robot e Constantine e che nel ruolo di protagonista è debole, ma è una promessa del cinema. E’ più un caratterista che attore versatile: grande nelle scene comiche, meno in quelle d’azione. Forse non è abituato a stare in scene dove lui è l’unica cosa reale.
Trama breve questa volta: Shia LeBeouf tenta di vendere su eBay gli occhiali del trisavolo, non contento cerca di rifilarli anche ai compagni di scuola.Invece attira la curiosità di due schiere di autoBot rivali che vedono negli occhiali la mappa per trovare l’allspark, ovvero il loro procreatore, la fonte delle loro capacità e delle loro anime.
Arrivano sulla terra e fanno i loro porci comodi.
Alla fine si scopre che il mega cattivo, Megatron o EMF1, era riuscito in uno passato imprecisato a trovare l’allspark. Ma nel tentativo si era ibernato al polo nord e l’ultima cosa che riuscì a fare fu imprimere sugli occhiali la mappa per farlo sapere a qualcuno.
Buoni bigotti contro cattivi stupidi. Chi vincerà? 😀

Finale ginnico: climax, spannung e doppia catarsi carpiata con amore. Oplà! 😀

Morale: occhio a ciò che comprate e vendete su eBay!

In te c’é di più di quel che si vede… (More than meets the eye…)

Da bambino mi chiedevo perché Commander (alias Maximus Prime) e i suoi colleghi avevano forme banali, come auto sportive o locomotore di un TIR, mentre i desepticon erano carri armati e aerei, ora lo so…

Valutazione finale: Non c’é la sparachiodi, ma il seghetto elettrico. Andate al cinema! Un po’ caotico, ma vale la pena